Essere Diva tra capricci e misteri | Pronti per la mostra delle meraviglie

Le divine di tutti i tempi hanno sempre avuto tante sfumature, ma di certo una cosa le accomunava tutte: il guardaroba. Capricciose, talentuose, vezzose, misteriose: in una parola: “Dive”.

Diva
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Abiti e fogge stravaganti accompagnano da sempre le dive del piccolo e grande schermo, della musica e del palcoscenico: lo stile inconfondibile, lo charme incomparabile, il temperamento indomabile sovente sono sottolineati da un look particolare.

La mostra all’Albert Museum

Vestiti ed acconciature sono attentamente studiate per valorizzare lo sguardo, il corpo , l’allure della divina di turno, sia a favore di telecamera, che sulle assi d’un teatro d’avanguardia. Il look delle Dive serve alla sua interprete: perché la star deve brillare come una supernova, agli occhi del pubblico. E a raccontare la magia della mise delle stelle internazionali ci pensa la mostra “DIVA”, con inaugurazione il 24 giugno al Victoria and Albert Museum di Londra: in esposizione oltre 250 oggetti, provenienti da tutto il mondo, tra cui costumi di scena, fotografie, elementi di design, spartiti, incisioni e registrazioni. Un fil rouge che parte dal  cinema e passa per la musica, arriva all’Opera e finisce a teatro.

Una, cento, mille Dive

Quanti significati dietro una singola parola. Cosa vuol dire essere una Diva? L’esposizione londinese prova a dare una risposta: al centro di tutto ci sono creatività, coraggio ed ambizione, per donne che hanno sfidato lo status quo, cambiando le carte sul del tavolo, le regole del gioco, per affermare loro stesse. Una carrellata di nomi più o meno celebri per un percorso divistico nel tempo e nella società: si spazia dalla couture della soprano Adelina Patti, al costume di Clara Bow, che ispirò, nel 1930, il personaggio di “Betty Boop”,  fino al vestito di Maria Callas nella “Norma”. Per non parlare poi dell’abitino di Marilyn Monroe, tutto frange e nero pece, che la divina indossò nella pellicola “A Qualcuno piace caldo”, capolavoro di Billy Wilder del 1959.

Diva
Marilyn Monroe – Photo web source

Vestiti divini

Se l’abito non fa il monaco, di sicuro è la Diva che fa l’abito: e pensiamo solo al bagno di Anita Ekberg nella fontana di Trevi, con quello splendido strascico nero a fasciarne il corpo statuario. Indossato da un’altra non avrebbe avuto quell’effetto dirompente. Oggi, specialmente sui social, modelle e starlette indossano abiti e capi senza soluzione di continuità: quello che manca è lo charme, la sofisticatezza. Perchè per diventare una Diva, ce ne vuole di strada: bisogna travasare il proprio carattere nell’abito, il proprio fascino nelle cuciture, il proprio destino in lustrini e pajettes. E non è un lavoro per tutte: vedere (la mostra) per credere.