Terremoto in Toscana | Non si placa la paura di una possibile replica

Uno sciame sismico che non accenna ad arrestarsi. La terra continua a tremare senza sosta fra Toscana ed Emilia Romagna.

Dopo la forte scossa di terremoto di ieri in provincia di Firenze, la paura fra la gente è ancora tanta come tanti sono coloro che hanno deciso di non dormire a casa.

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Nella notte appena trascorsa, sono state registrate diverse scosse, fra le quali la più forte di magnitudo 3. Vediamo, ora, qual è la situazione.

Sisma in Toscana, tanta la paura

La terra continua a tremare e non accenna ad arrestarsi, portando così i cittadini ad aver paura di tornare nelle loro case. Le scuole sono rimaste chiuse ancora per oggi perché nella notte, tante sono state le scosse registrate dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. La più forte ha avuto una magnitudo 3.0, registrata, ancora una volta, nel comune di Marradi, epicentro della scossa di ieri.

Stanno proseguendo i rilievi e le verifiche da parte dei Vigili del Fuoco, dei tecnici dei rispettivi comuni coinvolti e da parte, anche, della Protezione Civile, proprio sulle scuole, sulle case e sugli uffici pubblici, in attesa di sapere quando potranno riaprire.

Per quanto riguarda il sisma, il sito dell’Ingv ha registrato una scossa di magnitudo 2.3 è stata alle 3.50 a 5 chilometri a ovest di Tredozio, in provincia di Forlì-Cesena, in Emilia-Romagna. Ma lo sciame sismico, come dicevamo, non si è fermato qui. Intorno alle ore 5.15, una scossa di magnitudo 2.2 è stata registrata a 1 km a sud-ovest di Marradi.

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Nuove scosse di assestamento a Marradi

Ma è stata la scossa di magnitudo 3.0 la più forte, quella registrata alle 5.40 a 5 km da Marradi ad una profondità di 8 chilometri. Ma perché un terremoto che ha colpito la zona del Mugello? A quanto spiegano gli esperti, si tratta del risultato dell’attivazione di una faglia, nello specifico dello “stiramento della placca Adriatica” che trascina con sé la parte esterna della catena appenninica.

Una faglia normale, frequente nell’Appennino centro-settentrionale. È una sorta di promontorio della più grande placca Africana che si è insinuata all’interno di quella euroasiatica” – a spiegarlo, in un’intervista al “Corriere della Sera”, è stato Davide Piccinini, sismologo dell’INGV a Pisa.

Tutto questo, purtroppo, non tranquillizza la popolazione stessa che, come dicevamo, ha preferito trascorrere un’altra notte fuori piuttosto che rientrare nelle proprie case. La paura è ancora tanta di una possibile replica del terremoto.