3 anni ad Andrea Piazzolla | Ecco cosa ha fatto il factotum della Lollo

Condannato a tre anni Andrea Piazzolla, l’ex tuttofare della Lollobrigida. L’ex attrice, morta ultranovantenne, sarebbe stata raggirata con dolo.

Andrea Piazzolla e la “Lollo

L’eterno ragazzino ha oggi 36 anni; ne aveva 26 quando suonò al campanello della villa sull’Appia antica, dove Gina Lollobrigida, tra lampadari monumentali e ninnoli aggraziati, conduceva la sua vita da (ex) diva del cinema.

Circonvenzione di Lollo

Ormai su Andrea Piazzolla, faccia pulita e modi educati, pende una condanna (come detto) ad anni tre di carcere per circonvenzione di incapace: i giudici hanno appoggiato la teoria della procura; ci fu raggiro da parte del bel Piazzolla, che avrebbe agito allo scopo di impadronirsi del patrimonio dell’ex attrice. Ricordiamo tutti la Lollo, in televisione, difendere il suo factotum, dipingendolo come un’anima pia che altro non faceva che interessarsi a lei, ai suoi bisogni, alle sue fragilità. Il reo (che tale non si sente) non si pente minimamente; le sue furono solo attenzioni amichevoli, di un “figlio” quasi, che seguiva la donna come un angelo custode.

Ma cosa vuol dire circonvenzione di incapace? Giuridicamente, il presupposto necessario, per la configurazione del delitto, è la condizione della vittima, che deve trovarsi in una posizione di debolezza o minorità psico-fisica.

Vittima o no?

Vittima la Lollobrigida? Il caso è controverso: per la legge, vittima può essere, in primis,  un minorenne (persona inesperta per legge, con una conclamata diminuzione della sua sfera conositiva); ma può trattarsi di un soggetto che si trovi in uno stato di infermità o di deficienza psichica, di diminuzione della capacità di discernimento (pur non interdetto/ inabilitato). In tutte le ipotesi di minorata capacità intellettiva o volitiva, di fragilità caratteriale, etc. (che risultino idonee a rendere un soggetto preda dell’altrui suggestione), ove ricorra un pregiudizio patrimoniale derivante dalla ridotta capacità di determinazione, avremo la circonvenzione d’incapace.

Per quanto è dato sapere, la Lollo sembrava sufficientemente lucida ed autonoma, tale da poter esser giudicata perfettamente capace di discernere cosa fosse meglio per lei, disponendo in piena autonomia del suo patrimonio: per la famiglia (in primis il figlio) e la procura, evidentemente ricorrevano i presupposti per portare in giudizio il bell’Andrea (cui il tribnale, in prima battuta, ha comminato una pena leggermente superiore al minimo edittale, tre anni su un minimo di due).

Andrea Piazzolla
Andrea Piazzolla al funerale di Gina Lollobrigida – Photo by Getty Images

Patrimonio a rischio

Come detto, perché si possa parlare di circonvenzione di incapace, dalla condotta criminosa posta in essere, deve derivare il compimento di un atto (o di una serie di atti) da parte della vittima, che abbia, come effetto, la produzione di un danno patrimoniale per lo stesso soggetto passivo o per altri. Per quanto riguarda l’agente, occorre che questi agisca col dolo specifico, inteso quale coscienza e volontà di indurre un incapace a compiere un atto patrimonialmente dannoso, al fine di procurare, a sé o ad altri, un profitto ingiusto.

Il che, tradotto, significa che Piazzolla avrebbe circuito la Lollobrigida proprio per dilapidarne scientemente il patrimonio, abusando dello stato di minorata difesa psichica della Gina nazionale. Il primo round se l’è aggiudicato la procura; ma c’è da giurare che il Nostro darà ancora battaglia: l’appello è dietro l’angolo.

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