“Pacco macabro” spedito per posta | Il biglietto spiega tutto

Un pacco anonimo è stato recapitato a Napoli tramite la posta. Il contenuto inquietante era accompagnato da un biglietto molto esaustivo.

pacco

Anche la destinazione ha lasciato sbigottiti gli inquirenti accorsi nel cuore tufaceo dell’antica Neapolis greco-romana.

Ossa sospette nel pacco

Nel pacco, ritrovato un biglietto ripiegato,  scritto a mano, giusto per infittire il mistero in salsa “Bellavista”: “Questa mandibola appartiene all’Ipogeo dei Cristallini”. L’ipogeo è una camera sepolcrale sotterranea, scavata nella nuda roccia. Solitamente affrescata e risalente a secoli orsono. Quello dei Cristallini fu scoperto a fine ‘800, nel palazzo signorile del barone Di Donato.

Allertati i carabinieri (unitamente al tam-tam dei vicoli, addobbati d’azzurro per lo scudetto dei Partenopei), nelle ricevitorie già si giocano i numeri al lotto, al popolino nulla sfugge. Quale l’origine dell’osso “sacro” non è dato sapere: osso umano? Di morto recente, antico, oppure è un semplice scherzo d’un buontempone fuori stagione, che il 1 aprile è bello che passato?

Calcio nelle ossa

L’ipotesi al vaglio degli investigatori è che si possa trattare di un osso trafugato o recuperato da qualcuno che ne abbia ipotizzato l’alto valore archeologico, in una città dove ad ogni piè sospinto si può trovare un reperto storico o archeologico, e abbia indirizzato il tutto all’antico ipogeo nel cuore della Sanità: per questo saranno avviate specifiche analisi dei minerali ossei, onde poter datare con certezza il reperto umano.

Nella baraonda dei festeggiamenti per la squadra prima in classifica, le indagini si dovranno concentrare anche sul possibile mittente anonimo. Magari un napoletano scaramantico, un tifoso devoto fin troppo alla fede pagana, oppure semplicemente un turista di passaggio.

Ipogeo dei cristallini – Photo web source

Mistero della fede

Del resto, ritrovare un osso umano, in una città che vantava oltre cinquecento chiese a metà ‘600, con altrettanti ipogei, sacrari ed ossari (il più famoso è di certo quello del Cimitero delle Fontanelle, che raccoglieva i resti dei morti per le varie epidemie di colera e peste dei secoli passati) non è di certo un’ ipotesi peregrina: rimane da capire soltanto se la povera mandibola senza testa abbia o meno valore per i libri di Storia.

A Napoli le ossa dei defunti sono da sempre adottate come sacri Lari, numi tutelari dei quali si invocava la protezione sui viventi, fossero ex voto di parenti o anime “pezzentelle” (anime cioè che vagavano nel limbo del Purgatorio fino all’ascesa in Paradiso o la discesa agli Inferi) di perfetti sconosciuti. Il culto dei morti ha da sempre goduto, in quel di Partenope, di grande cura ed attenzione: chissà che l’anonima mandibola non entri di diritto nel sacro circo della fede pagana.

 

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