Lago Maggiore: giallo e misteri nella tragedia del naufragio

Una barca affondata, diversi feriti (seppur lievi) e quattro morti: il Lago Maggiore si tinge di giallo. C’è dell’altro da scoprire per gli inquirenti?

Lago

Domenica mattina il maltempo si presagiva, sul Lago Maggiore: la gita non poteva saltare, organizzata da tempo.

La furia del lago

Oltre venti, le persone a bordo, quasi tutti colleghi dell’Intelligence italo-israeliana: un’occasione per fare baldoria, riunirsi e (forse) per discutere di affari e dossier, più o meno segreti. Chissà. Claudio Carminati, l’armatore del sedici metri affondato, forse qualche dubbio lo avrà avuto, con quel tempo incerto a volteggiare sul capo, eppure si è deciso a salpare, lasciando le sponde di Lisanza, a Sesto Calende.

Imprevedibile, il rovescio violento che ha colpito il lago, un maelstrom che ha inghiottito lo scafo, sbattendolo violentemente e rovesciando l’imbarcazione: a bordo, come detto, 21 persone, l’intera compagnia italo-israeliana. La violenza delle acque non ha lasciato scampo a quattro di loro, uccidendo la moglie  di Carminati, Anya (di origini russe), e tre degli ospiti: due agenti dell’Aise (Agenzia informazioni e sicurezza esterna) ed un membro delle forze di sicurezza israeliane.

L’incontro (segreto?)

Da quanto ricostruito, gli occupanti si erano incontrati per un simposio conviviale, ma l’occasione potrebbe essere stata propizia per scambiarsi informazioni e documenti utili per i servizi segreti dei due Paesi (Italia e Israele sono da sempre in ottimi rapporti). Il maltempo è giunto improvviso, non c’è stato tempo per riparare verso l’imbarcadero più vicino: due i temporali, uno più violento dell’altro, grandine e vento a 130 chilometri orari, oscurità improvvisa, a venti metri era buio fitto.

Onde anomale a ripetizione, a bordo è stato il panico: la maggior parte degli ospiti è stata sbalzata nelle gelide acque, come Shimoni Erez, 53 anni, pensionato delle forze israeliane, il primo corpo ad essere recuperato dai sommozzatori dei vigili del fuoco.

I soccorsi

Le urla degli occupanti hanno risuonato a lungo tra vento e gelo, tutti finiti in acqua nel tentativo di salvarsi a nuoto: la moglie dell’armatore, Anya Bozhkova, 50 anni, russa, e l’agente Aise Tiziana Barnobi, triestina di 53 anni, sono rimaste incastrate nel fondo del battello che si inabissava; solo nella tarda serata di domenica si è riusciti a recuperarne i corpi. L’ultimo cadavere ripescato dal lago, intorno alle 7 di lunedì, era quello di Claudio Alonzi, 62 anni, anche lui alle dipendenze dell’Aise.

Soccorsi sul luogo del ribaltamento – Photo web source

Aperta un’inchiesta per naufragio colposo dalla procura di Busto Arsizio, in attesa di capire meglio la dinamica del naufragio: e al vaglio degli inquirenti vi sono molti aspetti da chiarire. Erano in troppi su quella barca, il limite della quindicina previste era stato ampiamente superato; e poi, non è chiaro il perchè di quell’incontro in mezzo al lago.    C’era qualcosa da nascondere?  Per ora, non resta che piangere i morti.