Trump alla sbarra: lo show in tribunale divide l’America

The Donald finisce nuovamente in tribunale: l’ex Presidente non lascia e raddoppia i suoi guai con la giustizia a Stelle&Strisce.

Trump
Donald Trump in tribunale – Photo web source

La seconda volta è sempre la migliore, almeno per i federali, che contestano al miliardario una serie di reati  decisamente più gravosi delle accuse per le quali è comparso a New York, ovvero il supposto pagamento (con fondi elettorali) della pornoattrice Stormy Daniels, per averne il silenzio.

Le accuse contro Donald

Trump è dunque a Miami per rispondere di ben 37 capi d’accusa, tra cui spiccano spionaggio, ostruzione della giustizia, abuso d’ufficio: per aversi un simile precedente dobbiamo rispolverare gli annali USA, quando Nixon si trovò invischiato nello scandalo Watergate, grazie all’acume dei cronisti del Washington Post (Woodward e Bernstein) che diedero il via all’impeachment. Innanzi al tribunale una fitta folla di sostenitori ed avversari, ma nessun disordine si è registrato: come preventivato, l’ex presidente si è dichiarato non colpevole, anche se non ha ancora scoperto le sue carte a difesa. La procura stavolta è certa d’inchiodarlo: sono ben 49 le pagine che lo incriminerebbero, con prove concrete sul fatto che avesse documenti classificati e secretati: una classica spy story all’americana.

Parrebbe poi che l’ex inquilino della White House non abbia tanta fortuna con gli avvocati: troppe le divergenze sulla linea da seguire, inoltre starebbe cercando un esperto di sicurezza nazionale che lo aiuti a districarsi nel labirinto di un caso decisamente più complicato, rispetto alle pepate confidenze di una starlette del firmamento a luci rosse.

Lo show in tribunale

Messo piede in tribunale, Trump si è sottoposto a tutta la trafila protocollare, con le impronte digitali prese, le scartoffie da firmare, lo stato di fermo: nessun test del dna, niet manette e niente foto classiche da soliti sospetti; per una volta i media americani sono stati tenuti a stecchetto, niente eccessive spettacolarizzazioni.

Davanti alle telecamere il milionario ha mostrato una serafica tranquillità, salutando e sorridendo come se nulla fosse, circondato dal pool difensivo e dal suo assistente Walt Nauta, 40 anni, coimputato per 6 capi di imputazione sul groppone, tra cui cospirazione e false dichiarazioni. Nello specifico, pare che Nauta abbia sottratto numerosi documenti top secret (su ordine di Trump), e li abbia fatti sparire, dopo che il Dipartimento della Giustizia li aveva reclamati. Jack Smith, il procuratore speciale che muove le accuse, è certo che l’ex presidente abbia mentito all’Fbi.

The Donald non si è fatto incastrare (almeno sul piano mediatico), attaccando Smith e il dipartimento di Giustizia con la solita grazia; il primo è stato definito sobriamente un “delinquente estremista di destra”, mentre l’istituzione sarebbe un covo di “corrotti nelle mani di Biden. Il solito gentleman, ca va sans dire.

Trump
Donald Trump con Melania – Photo web source

Il fantasma di Melania

Da segnalare la perdurante assenza dell’ex First Lady, con Melania che si tiene ormai debitamente a distanza dal marito: è dalla prima incriminazione e dalla storiaccia con la Daniels, che la consorte non si fa vedere in giro con Trump. The Donald non sembra preoccuparsene: dopo la gita in tribunale, l’ex Presidente è volato in New Jersey, nella sua  Bedminster, dove ha organizzato un discorso per rilanciare la sua candidatura alle prossime elezioni presidenziali. Dopotutto The Donald, come un vero self made manammerecano”, crede che tutto sia (sempre) possibile.