Pizza all’insula 10 | Gli antichi Romani la mangiavano così

Una scoperta sensazionale è avvenuta al parco archeologico di Pompei, nell’ambito di quelli che sono i nuovi scavi in un’area in via di esplorazione.

In un affresco ritrovato, è rappresentata quella che è stata definita l’antenata della pizza napoletana.

Pizza

Non una pizza margherita come la conosciamo noi oggi, ma un qualcosa di simile. Vediamo esattamente di cosa si tratta.

Un’antenata della pizza? Sì, è possibile

Pompei continua a stupire nel portare alla luce scoperte a dir poco strabilianti. Avreste mai pensato che potesse esistere un’antenata della nostra pizza? Non la margherita come la conosciamo noi oggi, poiché non erano ancora stati importanti i pomodori ma qualcosa di molto simile.

Un affresco, riportato alla luce, lo conferma. L’hanno considerata, infatti, il prototipo della pizza. Si tratta di una focaccia, condita con spezie e pesto. È anche il ministero della Cultura a confermare il paragone con la pizza napoletana: “Sembra una pizza, quello che si vede su un dipinto pompeiano di 2000 anni fa, ma ovviamente non lo può essere, a rigore, dato che mancavano alcuni degli ingredienti più caratteristici, ovvero pomodori e mozzarella” – affermano dal dicastero.

Il dipinto è stato scoperto nei nuovi scavi dell’insula 10 della Regio IX. Il ministero stesso non ha dubbi sull’autenticità e sulla similitudine con la nostra pizza. Si tratta di un affresco stile natura morta, posto e dipinto sulla parete di un’antica casa pompeiana e “potrebbe essere un lontano antenato della pietanza moderna” – dichiarano dal ministero.

L’antenata della pizza si trova a Pompei
Antenata della pizza a Pompei – photo web source

Ecco cosa è stato scoperto a Pompei

Sono gli archeologi, però, a dare maggiori spiegazioni in merito. Si osserva, accanto ad un calice di vino lì posto, su di un vassoio d’argento, che è posata, anche, una focaccia piatta e, accanto, sono appoggiati vari frutti, fra i quali datteri e melograni. Probabilmente, questa è stata condita con spezie e pesto (come indicano i puntini di colore giallo presenti su di essa).

Il ministro della Cultura, Sangiuliano, entusiasta di questa nuova scoperta, ha affermato: “Pompei non finisce mai di stupire, è uno scrigno che rivela sempre nuovi tesori […] va sottolineato il valore globale di questo sito al quale stiamo dedicando le nostre cure, con la chiusura del Grande Progetto Pompei ma anche con l’avvio di nuove iniziative”.

Allo stesso modo, il direttore del Parco Archeologico di Pompei, Zuchtriegel: “Oltre all’identificazione precisa dei cibi rappresentati ritroviamo in questo affresco alcuni temi della tradizione ellenistica, elaborata poi da autori di epoca romana-imperiale come Virgilio, Marziale e Filostrato […] Come non pensare, a tal proposito, alla pizza, anch’essa nata come un piatto ‘povero’ nell’Italia meridionale, che ormai ha conquistato il mondo”.