Cibo a domicilio e salute | Cosa rischiamo veramente

Un’inchiesta del Gambero Rosso di qualche settimana fa ha scoperchiato il vaso di Pandora. Il nostro cibo è in buone mani?

Fattorino. Foto Web Source

Le iconiche borse dei rider che ogni giorno portano il nostro cibo sono sicure?

Il vaso (lurido) di Pandora

L’inchiesta è di qualche settimana fa ma l’argomento è ritornato in voga negli ultimi giorni. Gambero Rosso, rivista che afferisce ad una delle piattaforme che si occupano di cibo e bevande più famose d’Italia, ha realizzato una piccola ma significativa inchiesta. Non c’è stato bisogno di lavorare sotto copertura, non c’è stato bisogno di pagare informatori o di mettere a repentaglio la vita del reporter che se ne è occupato. Semplicemente è stato chiesto ad un rider di poter portare il suo borsone termico in un centro specializzato per essere sottoposto a delle analisi. Il risultato ha sollevato un polverone e scoperchiato il vaso, decisamente lurido, di Pandora.

Borsone per consegne. Foto Web Source

Cosa c’è nella borsa di un rider

200 colonie di batteri. E’ quanto è stato rilevato analizzando il fondo e le pareti laterali di una borsa da rider. Per far capire la gravità del problema basti pensare che se sul pavimento di un ristorante venisse trovato un terzo delle colonie batteriche che sono state trovate nel borsone quel ristorante verrebbe pesantemente sanzionato poiché il pavimento risulterebbe esageratamente sporco. E non va meglio se si guarda al rispetto delle norme HCCP relative al trasporto del cibo. Stando a tali norme il cibo caldo dovrebbe mantenere una temperatura costante non inferiore ai 65 gradi, quello freddo non scendere mai sotto i 10°. E assolutamente non dovrebbe essere portato in bici o in scooter ma solo in auto, furgoni, moto muniti di contenitori appositamente studiati per trasportare il cibo.

Batteri E. Choli. Foto Web Source

Ma il contratto parla chiaro

Ma attenzione a puntare subito il dito sui colossi del delivery. I contratti, tutti, parlano chiarissimo: la manutenzione e la pulizia del borsone spettano al rider. Una cosa che, se ci pensate, ha senso: la borsa è fornita in comodato d’uso (ma riscattabile a fine rapporto lavorativo), il che significa che, fin quando il rider lavora per la sua azienda di quella borsa è sua. E dunque così come il camionista si prende cura e pulisce personalmente la propria cabina di guida allo stesso modo il rider deve pulire il proprio borsone. Decisamente sterili e poco professionali ci sembrano le lamentele dei fattorini che, dicono, di ricevere compensi troppo bassi e quindi di non essere minimamente intenzionati a spendere soldi per l’acquisto di prodotti per pulire ed igienizzare le loro borse.

Fattorino con cibo a domicilio. Foto Web Source

Ogni lavoro, dal meno pagato al più remunerato, va svolto con assoluto rigore e con professionalità. Bisogna fornire il servizio migliore possibile. E in ultimo la pulizia di una borsa frigo non richiede poi tutto questo sforzo mentale e fisico. Garantire un trasporto sicuro ed igienico è invece fondamentale.

Vari responsabili

Se è vero che la manutenzione della borsa è una responsabilità del rider è altrettanto vero che a garantire il corretto stato di conservazione dei cibi durante il trasporto non dovrebbero essere solo i riders. Ad essere coinvolti nel processo dovrebbero essere, in linea del tutto teorica, anche le asl e i NAS. Nei fatti nessuno si interessa della faccenda e come sempre a farne le spese sono gli inermi consumatori. Insomma signori accomodatevi a tavola: la colonia batterica è servita!