Riad alla conquista del mondo | Il dramma troppo spesso ignorato

Il fondo d’investimento P.I.F. (Public Investment Found) è uno dei fondi sovrani più grandi del mondo: patrimonio stimato, oltre 776 miliardi di dollari.

Riad

Fondato nel 1971, allo scopo di investire per il governo dell‘Arabia Saudita, nel tempo è divenuto un investitore globale (da ultimo ha comprato numerosi brand calcistici di rilievo).

P.I.F. versus U.S.A.

Il PIF è entrato nel mirino della potente commissione del Senato Stelle & Strisce: questo perchè si è “rifiutato” di consegnare volontariamente alcune informazioni richieste sui suoi affari negli States. Abbiamo dunque un soggetto che vuole agire commercialmente negli USA, ma non vuole sottostare alle regole del Paese ospite: il senatore democratico Richard Blumenthal, presidente della commissione incaricata, è stato molto critico in merito. “Al PIF saudita il senato americano chiede formalmente documenti” ma al momento “abbiamo un problema legato alle nozze del golf P.g.a. Toru-Liv Golf e altri investimenti”.

L’impennata dei prezzi del petrolio, del resto, ha aperto una stagione di “shopping”, in primis nel mercato delle blue chip americane, con investimenti per 7,5 miliardi di dollari per quote di minoranza in 17 diverse società americane (tra cui Alphabet, Zoomvideo, Microsoft e Blackrock), per un valore del portafoglio d’investimento del Pif che ha in totale superato i 40 miliardi di dollari.

Miliardi da investire

Il PIF gestisce oltre 620 miliardi di dollari in totale, ed è uno strumento primario con cui il governo di Riad intende trasformare la propria economia, creando nuovi settori industriali e diversificazione delle entrate, derivanti primariamente dalla vendita del petrolio. L’ ambiziosa Vision 2030 saudita persegue una duplice strategia, basata sulla costruzione di un portafoglio d’investimenti estero, ma anche sul finanziamento di progetti locali. Un modus operandi che serve per uscire da un certo isolamento diplomatico in cui si era trovato l’erede di Riad, Mohammad Bin Salman, in particolare dopo l’assassinio del giornalista Jamal Khashoggi, avvenuto all’interno del consolato saudita ad Istanbul.

In giro per il mondo

Gli investimenti esteri del PIF mostrano ormai una presenza notevole, globale, in diversi settori ed all’interno di decine di paesi: si va dall’Africa, passando per la “vecchia” Europa, fino all’Oceania; figurano aziende come Uber, Accor-Invest, Babylon Health, Softbank, Lucid Motors inc., Blackstone, etc. Sono ormai alcuni anni che i report del Fondo Monetario Internazionale prevedono un aumento progressivo di questi investimenti: quella saudita sarà, con ogni probabilità, una delle economie, con forti pressioni (anche politiche) a livello internazionale.

P.I.F. (Public Investment Found) d’Arabia.
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Riad difatti non è conosciuta per il rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo: una monarchia assoluta di certo non in prima linea per i diritti delle minoranze, o per la salvaguardia delle donne. Ma queste paiono quisquilie e pinzillacchere, davanti alla ricchezza stropositata dei petroldollari: del resto, come si suol dire, pecunia non o(i)let.