Guerra Israelo-palestinese | L’orrore che distrugge l’umanità

Un massacro. Una tempesta di  morte, l’orrore che si espande, rompendo gli argini della quotidianità. É la guerra.

Qualcuno dice che dormivano, forse erano ancora incoscienti: oltre duecento persone uccise dai terroristi di Hamas, tantissimi bambini tra le vittime.

Strage nel kibbutz di Kfar Ara – Photo web source

Una vera e propria strage di innocenti, niente che possa esser lontanamente accostato ad un’operazione militare, ma soltanto una mattanza orripilante, quella avvenuta nel kibbutz di Kfar Aza, pochi chilometri dalla striscia di Gaza.

Strage di civili

Centinaia di israeliani uccisi, civili massacrati nelle proprie  abitazioni: tra le vittime anche bambini, in qualche caso addirittura neonati; un bilancio mostruoso, un eccidio compiuto dai miliziani di Hamas, il “Movimento di Resistenza Islamica” nato nel 1987, e che rivendica la strage in nome di Gaza. Erano una settantina circa, armati di tutto punto, nel buio d’un terrore senza limiti, soldati improvvisati eppure pronti a tutto: una lunga scia di sangue ad impregnare la terra, che nasce e finisce nello sfregio dei corpi, alcuni decapitati a colpi di machete.

Uomini, donne e bambini, braccati, trascinati per i capelli,  colpiti a morte nel cuore della notte: E’ un massacro, difficile da raccontare”, ripetono gli inviati delle testate locali ed internazionali accorsi sul posto: corpi ovunque, nei loro racconti, scene d’orrore difficilmente narrabili.

Il kibbutz

L’insediamento di Kfar Aza non l’unico colpito: vi abitavano circa 760 persone, la maggior parte di giovane età. I kibbutz altro non sono che le antiche comunità agricole, per lo più a gestione collettiva, sorte nei territori palestinesi ad opera del movimento sionista: non è l’unico villaggio colpito a morte, quello di Kfar Aza. Anche il kibbutz Bèeri è stato teatro di un massacro: sono stati trovati i corpi di un centinaio di terroristi di Hamas, morti in uno scontro a fuoco con l’esercito. L’ammiraglio Daniel Hagari, portavoce dell’esercito israeliano ha sottolineato come si sia di fronte “ad una guerra spietata, la conta delle vittime è in continuo divenire, a farne le spese sarà la popolazione civile”.

“Qui c’è l’odore di morte”Nicole Zedek, corrispondente israeliana dal fronte, è tra i primi giornalisti ad arrivare a Kfar Aza; quello che le si presenta davanti agli occhi è raccapricciante, la donna trattiene a stento le lacrime, in preda allo sgomento. La narrazione del massacro, con i cadaveri trucidati, i bambini uccisi a sangue freddo, viene rapidamente condivisa sui social, tra carcasse di auto e palazzi rasi al suolo.

Photo web source /ANSA

Bambini nel mirino

I corpi di circa quaranta bambini sono stati trovati tra le case in rovina: alcuni erano decapitati, oltraggiati ed abbandonati come marionette dai fili recisi; “questa è una follia, qualcosa che io nella mia vita non ho mai visto”, ripete l’ammiraglio Hagari. “Abbiamo immaginato che ciò che hanno vissuto i nostri nonni o bisnonni in Europa, nel secolo scorso, non sarebbe mai più successo nella storia. Purtroppo non è così”.

Ciò che è avvenuto a Kfar Aza non è un atto di violenza militare, ma una rappresaglia terroristica, che sfugge alle regole di ingaggio bellico: intere famiglie sterminate, civili inermi, che non avevano come difendersi. Il massacro nel kibbutz è solo l’ultimo atto di una guerra senza fine: e purtroppo siamo appena all’inizio.