Scommesse, calcio e gioco d’azzardo è allarme giovani | Ecco i numeri della Ludopatia.

Il “Caso Fagioli, Tonali & Co.” è solo la punta più evidente dell’iceberg: in Italia, ormai è evidente, esiste il fenomeno “ludopatia”, che coinvolge soprattutto i giovani, ovvero gli under 35.

Ludopatia e giovani

Il rovescio positivo della medaglia potrebbe essere un nuovo inizio, con la lotta alle dipendenze finalmente in evidenza: ne è convinto ad esempio Pasquale Somma, presidente del Gruppo Abele, che da decenni si occupa di rieducazione giovanile, prendendosi cura di soggetti classificati come “ludopatici”.

Demoni interiori

Una svolta nella lotta alle dipendenze dal gioco d’azzardo: è la speranza, dietro l’attuale “mattanza” di calciatori, giovani (seppur privilegiati) invischiati in un gioco più grande di loro. Studi attuali concordano: il demone alla base della ludopatia non è un “gioco”, ma un vero problema di salute mentale, una patologia riconosciuta; dunque non un vizio, ma una problematica da affrontare, sovente con l’aiuto di un esperto, uno specialista del settore.

Forse è la stessa definizione di ludopatia ad esser fuorviante, dato che non fotografa la portata e la gravità del fenomeno: a partire dal 2016 il gioco d’azzardo patologico è assimilato ai disturbi ossessivi-compulsivi del comportamento.

I numeri del fenomeno

Nel 2022 in Italia si è spesa la cifra monstre di circa 136 miliardi di euro nell’azzardo: numeri alla mano, è una somma ben superiore al costo globale dell’intero Sistema Sanitario nazionale. Questo dà la misura del fenomeno, non più etichettabile come vizio morale, come una defaiance individuale, bensì come patologia sociale: un problema non più arginabile con misure “tampone”; il problema sussiste, ed i numeri (appunto) ne stigmatizzano tutta l’urgenza.  

Pasquale Somma, come detto, si occupa di soggetti “malati d’azzardo”: negli anni ha visto cambiare la platea di chi si affaccia alla soglia dell’associazione creata da Don Ciotti. Chiedere aiuto, per riprendersi la propria vita: questo il primo passo, coraggioso, che un ludopatico deve necessariamente compiere. 

Giovani in crescita

Se il 42% dei giocatori d’azzardo è comunque “anziano“, l’accesso dei giovani ai servizi del Gruppo Abele è cresciuto esponenzialmente negli ultimi tempi: “L’aumento importante è avvenuto durante la pandemia, dopo l’onda lunga del Covid”, sottolinea Somma. E l’incremento potrebbe mantenersi stabile, ove non si trovi un modo efficace per affrontare con fermezza il problema, andando alla radice: nei prossimi cinque anni tutto il gioco d’azzardo fisico migrerà online.

E chi, se i “giovani”, sono i protagonisti indiscussi del web? Chi ha più dimestichezza con la tecnologia? Domanda retorica, basta vedere i numeri della diffusione degli smartphone tra le fasce anagraficamente più “verdi”. Ecco perchè “la sensibilizzazione del fenomeno deve iniziare dalle scuole, tra i banchi delle aule”: Somma accompagna spesso psicologi ed ex giocatori d’azzardo nelle scuole, proprio per sensibilizzare gli studenti sui rischi connessi al gioco.

Ludopatia
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Oggi, purtroppo, adolescenti di 13-14 anni hanno già avuto esperienze di scommesse, molti addirittura sanno cosa sono e come si comprano i Bitcoin, addirittura come si “gioca” in Borsa: ed il fatto che parliamo di ragazzi minorenni rende ancora più difficile intercettarli.