Arabia Saudita, petrol-dollari e Gianni Infantino | Ecco la storia che si ripete

I Mondiali del futuro saranno in Arabia Saudita: il Paese del Golfo si è aggiudicato l’edizione del 2034. Ad annunciarlo, urbi et orbi, lo stesso Infantino.

Il presidente della FIFA, massimo organo mondiale del calcio, ha confermato quello che (in verità) tutti già sapevano.

Mondiali di calcio 2034

Infantino ha costruito passo dopo passo una vera e propria “autostrada” per assegnare il torneo iridato, a 48 squadre dal 2026 in Canada, Usa e Messico, al governo di Riad. Che negli ultimi anni, a suon di denaro, ha conquistato sempre più visibilità nel mondo dello sport.

Arabia Fenice

L’Arabia è rinata sulla scia dei petroldollari, collezionando ulteriori record a livello globale: il Governo di Riad è fermamente intenzionato a rivoluzionare ormai anche il mondo del pallone: ecco perchè si è oliato un meccanismo di sponsorizzazione estremo, con Gianni Infantino entusiasta di appoggiare le candidature provenienti da “nuovi” Paesi, come quelli del mondo arabo.

Le prossime edizioni saranno difatti sempre più globali: più partecipanti, più influenza, maggiore share e possibilità di vendere il prodotto calcio a più “tifosi-clienti”. La via per Riad è stata comunque spianata dalla FIFA, che ha di mira palesemente il mercato asiatico, con i cinque continenti coinvolti su larga scala, per rendere il calcio “davvero globale” (come ha scritto proprio Infantino sul suo account Instagram).

Gli “avversari” di Riad nella corsa al mondiale sono stati accontentati con concessioni e elargizioni minori, tutto perché Riad non avesse rivali per il 2034, tra 11 anni: sarà il terzo torneo globale organizzato in Asia, dopo quello nippo-coreano nel 2002 e quello in Qatar del 2022, il primo “autunnale”.

Mondiali di Calcio: avversari sbaragliati

In verità un serio concorrente per l’Arabia pare ci fosse, ma inspiegabilmente l’Australia, dopo aver avanzato una seria candidatura, ha deciso di ritirarsi dalla corsa senza troppe spiegazioni (forse si candiderà per l’edizione del 2038): dunque Riad è rimasto l’unico paese in gara.

Intanto ci sono già delle proteste per la possibile organizzazione del mondiale, visto che in autunno gli sponsor latitano maggiormente: non vi sarebbero però altre finestre temporali, visto il clima torrido estivo nel paese saudita. Avere un torneo in inverno significa, difatti, stravolgere i campionati, con gare una dietro l’altra, maggior rischio infortuni, problemi organizzativi, etc..

Calciatori contro

Alcune associazioni di categoria sono già sul piede di guerra: la P.F.A, l’associazione dei calciatori professionisti della Premier League, minaccia boicottaggi: da parte sua, l’Arabia Saudita ha subito fatto sapere di poterli organizzare anche in estate, anche se nessuno crede a questa possibilità.

Messi riceve la Coppa del Mondo 2022 da Infantino – Photo web source

Anche per i Mondiali del Qatar, quando appunto furono assegnati quelli del 2022, si puntava a farli disputare a giugno e luglio, come di consueto: il risultato? L’ Argentina di Messi campione del mondo a dicembre. I Paesi Arabi sono il futuro del calcio, parola di Infantino. E tanto basta a diffondere il verbo del Dio Pallone tra le dune (e i petroldollari) del deserto.