Donne e qualità della vita | Da Nord a Sud tra lavoro, violenze e penalizzazioni

La qualità della vita delle grandi città, purtroppo, varia sempre, da Nord a Sud e viceversa. Ma, ancora una volta, una “situazione di penalità” la vivono le donne.

Sono infatti diverse le città da maglia nera, secondo una particolare classifica, proprio per la qualità della vita di noi donna.

Sud penalizzato da una particolare classifica | Riguarda le donne
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Ci sono città che ci offrono di più ed altre, invece, che purtroppo, non lo fanno. Cerchiamo di capire e vedere insieme quali sono.

Qualità della vita per le donne

Sono diversi i parametri che hanno permesso di stabilire una classifica, forse, diversa dal solito. Stiamo parlando di quella della “qualità di vita per le donne” nelle grandi città d’Italia. Da quello che è il tasso di occupazione, ai servizi offerti…insomma, tanti parametri che non sono uguali da città a città.

Valori che fanno balzare in avanti città ma che, anche, ne fanno retrocedere altre. Si chiama “Indice di qualità della vita delle donne” quello che ha fatto balzare al primo posto, per questo 2023, la città di Udine che vede un tasso di occupazione femminile che supera la media nazionale ben oltre i 12 punti percentuali e che dà alle donne, secondo le stime, una aspettativa di vita che tocca anche gli 85 anni.

Spaccatura notevole fra Nord, Centro e Sud Italia. Al primo posto, come abbiamo detto, troviamo la città di Udine, seguita dalla città di Lecco e da quella di Prato.

Sud penalizzato da una particolare classifica | Riguarda le donne
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La classifica che penalizza il Sud

Una classifica che vede nettamente giù le città del Mezzogiorno dove, purtroppo, la maglia nera è presa dalla città di Napoli, al 107esimo posto, preceduta da Vibo Valentia e Crotone. Competenze e imprenditorialità femminile sono un potenziale importante per il Sud, così come il fronte degli studi, ma il potenziale rimane inespresso.

Quali sono i parametri grazie ai quali è stata stilata questa classifica? Sono ben 12, fra i quali spiccano la speranza di vita, i titoli di studio, le opportunità di lavoro, i ruoli nell’amministrazione, la presenza nel mondo dello sport, la sicurezza.

Tra i primati confermati ci sono quelli di Fermo, che registra il numero più basso di violenze sessuali ogni 100 mila denunce e Benevento, prima per imprese femminili. Tra i primati inediti figurano quello di Trento nella speranza di vita.