Aggredito l’inviato di “Striscia la Notizia” | Vittorio Brumotti racconta cosa ha rischiato. Pazzesco

Quando si fa di tutto per far sì che un quartiere, fatto per il 98% di gente per bene, assuma a causa della restante percentuale, l’appellativo pieno di “periferia”.

A Ponticelli, zona Est della città di Napoli, l’aggressione ad un inviato di una trasmissione televisiva non è passato di certo inosservato.

Aggredito l’inviato di “Striscia la Notizia” in un quartiere ad Est di Napoli | Le sue parole

Stiamo parlando di quello che è successo a Vittorio Brumotti di “Striscia la Notizia”. Cerchiamo di capire insieme nel dettaglio.

Brumotti aggredito

Un’aggressione che poteva anche finire peggio. Questo è ciò che è capitato ad un inviato di “Striscia la Notizia”, la trasmissione tv di Canale 5, nel quartiere di Ponticelli, zona Est della città di Napoli. Vittorio Brumotti è stato aggredito, in modo violento, mentre stava realizzando un’inchiesta circa lo spaccio di droga, in quello che viene denominato il “parco di Topolino”, uno dei territori più a rischio del quartiere stesso e sotto l’egemonia dei clan.

Sì, perché sono diversi i clan che si contendono il territorio di Napoli Est e che sono, anche, in continua rivalità fra di loro, portando avanti anche numerose “stese”, a danno non solo degli affiliati agli stessi clan, ma anche della gente che vive in questi quartieri.

Perché, ovviamente, il 98% della popolazione che abita e che vive a Ponticelli è gente onesta, perbene, che lavora e che non ha nulla a che vedere o a che spartire con i clan. Ma si sa che, è colpa di quel 2% che ne resta, che la “nomea” di quartiere difficile viene affibbiata e data all’intero quartiere.

Aggredito l’inviato di “Striscia la Notizia” in un quartiere ad Est di Napoli | Le sue parole
Brumotti aggredito a Ponticelli – photo web source

A Ponticelli, l’aggressione in una piazza di spaccio

E, non in ultimo, gli episodi di aggressione. Eravamo lì per documentare lo spaccio, poco distante da dove due mesi fa abbiamo denunciato l’altare votivo che celebrava la criminalità, rimosso grazie a Striscia” – scrive una nota della trasmissione stessa.

Ma lo stesso Brumotti continua nel racconto di ciò che gli è successo: “Io e la mia troupe non facciamo in tempo a prendere le telecamere, quando scoppia un’insurrezione generale contro di noi. Ho rischiato il linciaggio. Mi sono dovuto nascondere in un sottoscala e sono riuscito a salvarmi solo grazie all’intervento dei Carabinieri, che mi hanno fatto da scudo e scortato in auto” – conclude.

Una situazione che lascia l’amaro in bocca perché davanti alla denuncia, che sia anche dello stesso Brumotti, per riportare la legalità anche in piccole aree di questo quartiere, dall’altro lato deve esserci sempre qualcuno mandato a contrastare tutto ciò. Così facendo, buttando ancora fango su di un territorio che cerca di riscattarsi giorno dopo giorno.