La chiamata truffa arriva dai Carabinieri | Ecco come ti svuotano il conto

Una finta chiamata che sfrutta, però, uno dei numeri più chiamati in casi di emergenza: quello dei Carabinieri. Ma, in realtà, è tutta una truffa.

Come ci si può difendere? Un vero e proprio attacco hacker che arriva via telefono e che, se si risponde, può arrivare anche a svuotarti il conto.

Ricevi una chiamata dai Carabinieri? Stai attento: potrebbe essere una truffa
photo web source

Cerchiamo di capire al meglio che cosa sta accadendo nello specifico.

La truffa che viene da un falso numero

Trovarsi una chiamata da parte dei Carabinieri e, istintivamente, rispondere. Questo è quello che sta succedendo in queste ultime ore, ma in realtà, si tratta di una vera e propria truffa in piena regola. All’interno di un attacco caller ID spoofing, questi criminali senza scrupoli utilizzano la tecnologia VoIP per personalizzare il numero di telefono e creare un ID ad hoc.

Alla risposta da parte dell’interlocutore, arriva la risposta classica: “Siamo i Carabinieri”. Cosa chiedono, poi, questi falsi militari? Informazioni sui conti bancari e, in base anche alle risposte della persona posta all’altro capo del telefono, portano avanti la loro truffa. Ottenute, anche informazioni minime, riattaccano. Ed ecco che la truffa ha avuto il suo scopo finale.

L’indagine su questa nuova “situazione” è arriva dopo alcune segnalazioni ai Carabinieri della stazione di Olbia. Le vittime sono state tratte in inganno proprio perché si sono viste comparire sul display del cellulare, il numero della caserma. Non è la prima volta, infatti, che le istituzioni vengono hackerate e poi utilizzate per dare l’avvio alla truffa stessa.

Ricevi una chiamata dai Carabinieri? Stai attento: potrebbe essere una truffa
photo web source

Le vittime sono, questa volta, i Carabinieri

Questo nuovo tipo di truffa ha un nome specifico: “spoofing”. Gli hacker modificano le informazioni come numero di telefono, mail, o siti web per rendere più credibile l’attacco e intercettare informazioni riservate. Inoltre, utilizzano anche i social media scanners o i phishers, modificando la loro identità in modo da convincere l’utente a connettersi a un server malevolo e a rivelare informazioni personali.

Per questo motivo, sono stati proprio i Carabinieri di Olbia a diffondere, in tutta Italia, una nota specifica: “Si invita la cittadinanza a diffidare in ogni circostanza da chi chiede informazioni personali al telefono, di non fornire mai dati a sconosciuti e di contattare immediatamente il numero di emergenza 112 in caso di messaggi o telefonate sospette”.

Ovviamente, ci sono delle regole specifiche per non cadere nella truffa, in primis quella di non fornire mai dati strettamente personali, specie quelli che riguardano conti correnti o conti bancari. Inoltre, se siete convinti di esser rimasti vittima di una truffa partita proprio da un falso numero delle istituzioni, prontamente hackerato, la cosa più giusta da fare è denunciare immediatamente ciò che è accaduto.