Ictus Platinette | Ore di apprensione per Mauro Coruzzi

E’ notizia di poche ore fa che lo scorso 14 marzo il celebre personaggio televisivo e radiofonico Platinette è stato colpito da malore. Ad annunciarlo il suo manager.

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Platinette grave malore

Paura per Mauro Coruzzi che, stando a quanto riporta ANSA, lo scorso 14 marzo sarebbe stato colto da ictus ischemico.

Platinette – Il malore

Stando a quanto riferito dal suo agente Mauro Coruzzi lo scorso 14 marzo è stato colpito da ictus ischemico. Il celebre personaggio di tv e radio sarebbe però stato tempestivamente soccorso. Portato in ospedale le sue condizioni sono ancora in fase di accertamento ma pare sia stabile.

Chi è Mauro Coruzzi – Platinette

Probabilmente i più lo conoscono come Platinette, il personaggio che, complice Maurizio Costanzo lo ha portato alla fama. Ma Mauro Coruzzi è molto di più.

Emiliano (precisamente di Langhirano, in provincia di Parma), classe 1955, Coruzzi ha avuto una giovinezza complicata. Fu lui stesso a raccontarlo poche settimane fa al Corriere della Sera. “Da giovane andavo a battere sui viali e a scuola, poiché ero il più bravo della classe, passavo si i compiti ma solo in cambio di prestazioni”.

Durante la stessa intervista raccontò anche della reazione dei genitori al fatto che lui si vestisse da donna: “non mi è mai venuto in mente di dire a mia mamma che sono gay ma un giorno trovò dei collant nella mia camera, li lavò e li mise nel cassetto insieme ai calzini”.

Parlando dei suoi amori del passato Coruzzi ha dichiarato di aver fatto follie per amore. Come quando si innamorò di un uomo che amava gli uomini grassi e lui, per amor suo, prese 50 chili. O come quando si innamorò di un medico di Parma che conduceva una doppia vita.

Il rapporto con Maurizio Costanzo

Di lui, il giorno stesso della sua dipartita disse: “è stato quello che più di chiunque altro ha capito che in me c’era, o ci poteva essere dell’altro; e mi ha prima cortesemente invitato, poi imposto, di cambiare. Non necessariamente l’immagine, ma di tornare a essere Mauro».

Tra l’altro Coruzzi non partecipò ai funerali di Costanzo: “Al presenzialismo televisivo ho detto di no. Parlare di sé mi sembrava inopportuno, oltre che irrispettoso nei suoi confronti. I lutti vanno osservati anche rispettando i tempi di elaborazione, meglio rimanere in silenzio finché non li si supera”.

Ed ha aggiunto: “Costanzo non va ricordato perché si deve riempire un programma per prendere qualche punto di share in più. Va studiato come fenomeno di comunicazione, come quando Eco scrisse nel ’61 la fenomenologia di Mike Bongiorno. Non c’è altro modo”.

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