Sparirà dai Supermercati | La direttiva Ue cambia tutto

La nuova direttiva Ue sugli imballaggi, depositata il 30 novembre 2022, è stata da poco tradotta in italiano e presenta già alcuni malumori.

La Coldiretti, in particolare, denuncia che la direttiva così com’è rischierebbe di cancellare tanti articoli dagli scaffali dei supermercati.

direttiva Ue sugli imballaggi

Questo perché, stando alla direttiva Ue sugli imballaggi, ad essere vietate sarebbero, proprio, le buste di plastica monouso. Settore questo che, in Italia, muove economia per circa un miliardo. La denuncia, quindi, arriva direttamente dalla Coldiretti che il 7 maggio ha esternato tutte le sue perplessità a riguardo.

Bisogna, intanto, dire che più che una direttiva Ue sugli imballaggi si tratta di un vero e proprio regolamento in materia di rifiuti da imballaggio ed imballaggi. Una proposta di regolamento, quindi, e non una direttiva europea. Questa, naturalmente, è una scelta giuridica dettata da consapevolezza. Ricorrere a questo strumento per l’Unione europea, infatti, significa garantire una applicazione armonizzata delle regole europee. In parole povere, l’Ue, vuole garantire l’entrata in vigore per tutti nello stesso momento. Questo servirebbe anche e, soprattutto, a scoraggiare i paesi fuori dall’Ue che hanno scambi commerciali con paesi dell’unione europea.

Direttiva Ue sugli imballaggi o meglio una proposta di regolamento

Lo scopo di questa direttiva Ue sugli imballaggi, naturalmente, ha un fine nobile si tratta, cioè, di prevedere entro il 2030 un riciclo di qualità. Secondo il regolamento, infatti, entro il 2030 tutti gli imballaggi dovranno essere riciclabili e, soprattutto, si spinge anche in una ottica di riuso con sistemi vincolanti di vuoto a rendere.

Strasburgo Ue

L’allarme, però, lanciato dalla Coldiretti riguarda il divieto di ricorrere a confezioni monouso. Secondo l’associazione, infatti, così come si legge dalla proposta formulata dall’Unione europea, le buste monouso per frutta e verdura al di sotto di 1.5 Kg sarebbero vietate.

Si tratterebbe della cosiddetta quarta gamma. Un segmento di mercato che vale un miliardo in Italia e che riguarda le insalate in busta, la frutta confezionata ed altri prodotti entrati nella spesa quotidiana degli italiani. Secondo dei sondaggi realizzati dalla Union italian food, infatti, più del 70% degli intervistati dichiara di acquistare questi prodotti, addirittura il 40% dei consumatori intervistati dichiara di acquistare tali prodotti settimanalmente.

Perplessità della Coldiretti che interessano anche il settore delle bevande, in particolare, quello del vino per il quale sarebbe tutto stravolto entro il 2030. Si rischierebbe, sempre secondo quanto dichiarato dall’associazione, un aumento dei prezzi per i produttori che ricadrebbero, inevitabilmente, sui consumatori. I mutamenti climatici e le rischiose conseguenze, insomma, impongono al mondo di cambiare e di farlo in fretta ma questo, purtroppo, va a scontrarsi con il quotidiano e gli interessi che ci sono in ogni campo.