Siccità e alluvioni è allarme nel mondo | Terra a secco

L’alluvione in Emilia ed il Po che esonda nel torinese sono il rovescio della medaglia: la realtà è che la siccità è ormai un’emergenza globale.

Siccità e alluvioni

Il cambiamento climatico sta mostrando il suo volto più drammatico, e basti pensare da ultimo all’alluvione che ha colpito l’Emilia-Romagna: eppure il vero dramma è la siccità.

Piccoli Laghi e siccità

Nel mondo, oltre la metà dei grandi laghi e bacini idrici si sta letteralmente prosciugando mettendo in pericolo la sopravvivenza stessa di intere regioni del pianeta. Gli ultimi studi, apparsi di recete sulla prestigiosa rivista Science, curata dall’Università del Colorado, parlano chiaro: la catastrofe è imminente e se non si invertirà la rotta, gli effetti per l’umanità saranno irrimediabili.

Tra le cause principali, ovviamente il primo indiziato è il riscaldamento globale, ma anche i consumi non sostenibili stanno mettendo a dura prova le riserve idriche mondiali. Se questo è il presente, immaginaimoci il futuro: di questo passo, dai grandi laghi passeremo velocemente alle piccole pozzanghere.

L’acqua è poca

Balaji Rajagopalan, il professore che ha coordinato il team di ricerca, è a dir poco allarmato: “Il 25% della popolazione mondiale vive presso bacini lacustri che tendono a prosciugarsi”. Tradotto, significa che quasi due miliardi di persone sono o saranno a breve toccate direttamente dalla siccità. “A differenza dei fiumi, che sono stati studiati dalla comunita’ scientifica, i laghi non sono ben monitorati, nonostante la loro importanza fondamentale per la sicurezza idrica” ha sottolineato Rajagopalan.

Nel tempo, abbiamo avuto modo di verificare cosa accade quando i grandi bacini, come il Mar Caspio e il Mar d’Aral, esauriscono le loro riserve idriche: un campanello d’allarme di un problema ben più serio, di natura mondiale. La ricerca ha analizzato ben 1.972 laghi e bacini idrici tra i più grandi del mondo, utilizzando un campionario di scatti satellitari (dall’inizio degli anni ’90 fino al 2020).

Saluti ai bacini

Il risultato della ricerca è drammatico, col 53% dei grandi laghi e dei bacini che ha sistematicamente registrato un calo del livello delle acque, seguendo una diminuzione annua di circa 22 gigatonnellate. Se si va a guardare il dato finale, considerando l’intero periodo in osservazione, sono evaporati nel nulla più di 603 chilometri cubi d’acqua, un dato impressionante. Per i laghi naturali, la causa principale dell’inaridimento è da ricercarsi in gran parte nella perdita idrica da attribuirsi al global warming  e al consumo umano oltre ogni limite razionale.

Siccità
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Altro dato “spaventoso” è quello che riguarda le aree geografiche interessate dall’evaporazione climatica: i grandi laghi “fanno acqua” da tutte le parti, sia nelle regioni umide che in quelle secche, un deserto che avanza sempre più, dall’Amazzonia all’Artico. La scienza ha lanciato il sasso, col rischio che a breve non ci sia più neanche lo stagno.

 

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