Netflix, stangata in arrivo: ecco cosa cambia

Netflix, il colosso dell’intrattenimento via internet, prepara la stretta sugli abbonamenti. Una comunicazione via e-mail a tutti gli abbonati sta girando in queste ore.

Netflix

Una vera e propria rivoluzione sta per abbattersi su tutti gli abbonati e, ovviamente, non ci sarà da sorridere. I cambiamenti che Netflix sta varando, in queste ore, sono una vera e propria stangata, una stretta su tutti gli abbonamenti.

Netflix stop agli abbonamenti condivisi

Saranno più di un centinaio, alla fine, i Paesi interessati da questi cambi. L’Italia si trova tra questi e sono già moltissimi gli utenti ai quali è arrivata la comunicazione via posta elettronica.

Il colosso della televisione in streaming annuncia o meglio ricorda, come si sottolinea nella comunicazione, come l’abbonamento a Netflix sia rivolto e destinato unicamente al proprio nucleo familiare.

Stop ad abbonamenti condivisi dunque. Per nucleo familiare domestico, infatti, si intende chi vive sotto lo stesso tetto. Una vera e propria stretta sugli abbonamenti, basti pensare che anche in vacanza, a queste condizioni, per usufruire dell’abbonamento bisognerà pagare un costo aggiuntivo di 4,99 euro (per una utenza extra) o addirittura fare un nuovo abbonamento.

Le nuove condizioni di Netflix, del resto, erano già nell’aria da tempo. Almeno un anno fa, infatti, si annunciò che presto ci sarebbero state nuove condizioni riguardanti gli abbonamenti. La mossa della piattaforma streaming, del resto, se si analizza la situazione non è così strana.

Per anni, infatti, si è tollerato che utenti condividessero le password per poter usufruire di uno stesso abbonamento. Sul web addirittura sono nati gruppi per condividere le spese di un unico abbonamento a Netflix da utilizzare tra più persone spesso nemmeno della stessa città.

In tutto il mondo, infatti, ci sono stime che parlano di 100 milioni di persone che usufruivano della piattaforma streaming ottenendo una password da un amico, un conoscente o addirittura una persona con cui dividevano le spese.

Sede Netflix

La pratica, per anni, tollerata si poteva giustificare in quanto, in quegli anni, Netflix la faceva da padrone avendo quasi il monopolio del mercato. Gli utenti, i nuovi abbonati, arrivavano ad eserciti sulla piattaforma. Con il tempo, però, la nascita di altri servizi simili ha portato la perdita di abbonati facendo correre ai ripari la società di intrattenimento streaming.

Una mossa ponderata, un giro di vite calcolato con cognizione di causa iniziato, in punta di piedi, in alcune nazioni per arrivare poi al punto odierno in cui quasi tutti i Paesi del mondo sono interessati da queste modifiche.

Del resto la società, dietro alla piattaforma streaming, è una società per azioni e che guarda al profitto come unica ragione di vita. Agli investimenti su film e serie tv, anche esclusive, deve per forza combaciare un introito economico. Le dichiarazioni del Co-Ceo Greg Peters, del resto, fanno capire quanto e bene abbiano valutato tutte le opportunità prima di arrivare a questa decisione.

Lo stesso consiglio di amministrazione, infatti, si aspetta una ulteriore perdita di abbonati rispetto a questa mossa definita impopolare. Evidentemente, però, avranno fatto bene i loro calcoli. Quest’anno, dopotutto, il colosso continua la sua galoppata al rialzo in borsa registrando un più 20%. Questo nonostante la stretta sugli abbonamenti abbia fatto scendere le azioni del 2% negli ultimi giorni.