Straordinario trapianto a “effetto domino”. Due vite salvate nell’ospedale dei record in Italia

E’ record alle Molinette di Torino dove un 43enne siciliano ha ricoperto il doppio ruolo di donatore e ricevente organi. Un’operazione de libro dei Guinness!

Trapianto. Foto Web Source

L’antefatto

Tutto parte dalla vicenda personale di un uomo siciliano di 43 anni affetto dalla Sindrome di Young. Si tratta di una malattia rara che provoca gravi problemi polmonari. Il 43enne decide di lasciare la sua regione per farsi seguire alle Molinette, ospedale di Torino. Si trasferisce lì con tutta la famiglia. Ma il tempo passa e lui continua a peggiorare. E siccome non vede miglioramenti decide di tornarsene nella sua Sicilia. Poi arriva la pandemia e lui (perché piove sempre sul bagnato) prende il covid.

Guarisce ma da lì la situazione diventa grave al punto che negli ultimi tempi era perennemente aiutato dalle macchine per respirare. La sua sola speranza è il trapianto di polmoni. Ma c’è (l’ennesimo) problema: il paziente ha un torace asimmetrico. Asportare solo i polmoni è impossibile. L’unica cosa che si può fare è asportare l’intero blocco cuore/polmoni. Insomma tre organi da uno stesso donatore. Un’impresa praticamente impossibile

Il trapianto dei record

Ma, inaspettatamente, a fine Aprile arriva una notizia incredibile: c’è un blocco cuore/polmoni compatibile e disponibile. Si trova a Roma. Ed allora parte una corsa contro il tempo: parte dell’equipe corre a Roma per l’espianto, il resto resta a Torino per preparare quello che possiamo davvero definire un intervento da record. Nella stessa giornata, in due sale operatorie attigue, è stata ridata la vita e la speranza a ben due persone.

favola ha infatti avuto un lieto fine non per uno ma per ben due persone che il destino aveva condannato a morte. Torniamo un attimo indietro nel racconto: abbiamo scritto che i polmoni del paziente erano irrimediabilmente compromessi e che, a causa di un torace asimmetrico a dover essere espiantato sarebbe dovuto essere l’intero blocco cuore/polmoni. Ma non abbiamo mai scritto che il cuore del paziente fosse inutilizzabile. Anzi! Il cuore del paziente è sano e forte quindi perché buttarlo via quando lo si potrebbe donare ad un’altra persona?

Effetto “domino”

Gli organi interni sani sono il bene più prezioso di tutti. Più del metallo più pregiato, più del diamante più scintillante. Sprecare il cuore forte e sano del paziente siciliano sarebbe stato un vero sacrilegio. Ed allora l’equipe medica ha deciso di riportare in Italia una tipologia di intervento che non si eseguiva da decine di anni. Si tratta del cosiddetto Trapianto domino di cuore. Il principio è proprio quello dell’ “effetto domino”: questa tipologia di trapianti si applica quando un paziente viene sottoposto ad un doppio trapianto cuore/polmoni ma il suo cuore è sano.

Trapianto di organi. Foto Web Source

Quindi lo si espianta ed impianta in un’altra persona. La persona in questione è una donna di 51 anni affetta da una Displasia Aritmogena Biventricolare arrivata allo stato terminale. E dunque mentre al paziente siciliano venivano asportati cuore e polmoni e gli venivamo impiantati gli organi “nuovi”, nella sala operatoria accanto alla sua la paziente con problemi cardiaci riceveva il suo cuore. Entrambi i pazienti sono vivi ed in lenta ripresa. “Il modo più semplice per risolvere un problema complesso” fanno sapere da Torino.

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