Addio Berlusconi: il suo impero vale 6 miliardi | Ecco dove finirà

La morte di Silvio Berlusconi, il signore di Arcore, apre scenari inattesi: a chi andrà in eredità il suo patrimonio?

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Silvio Berlusconi mostra il nuovo contratto con gli italiani foto by (ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)

La dipartita dell’ex Premier e miliardario meneghino ha aperto uno squarcio, un fulmine improvviso nella tranquilla lutulenza di inizio giugno.

Paura sui mercati

Anche sui mercati finanziari il terremoto innescato dalla fine dell’era berlusconiana non passa di certo inosservato: il tam-tam corre veloce nelle sale operative, i cellulari degli analisti di Borsa si fanno roventi, mille le domande sul futuro dell’impero, una ad arrovellarsi su tutte: ” E ora che succederà?”. Cosa ne sarà della cassaforte di famiglia, la Fininvest, ma soprattutto  di Mediaset (di cui i Berlusconi hanno il 50%), che da un anno  ha un altro nome (MFE, ovvero MediaforEurope) ed una nuova sede, ad Amsterdam? Tutti gli stakeholders si interrogano a stretto giro: ora che il vecchio patriarca non c’è più, cosa faranno i suoi figli?

Marina, Piersilvio e gli altri tre di secondo letto, continueranno nella scia del padre o il regno economico-finanziario crollerà, assediato dagli speculatori internazionali? Domande che rimbalzano, come i titoli in Borsa, che schizzano e decollano: soprattutto le azioni cosiddette di ” tipo B”, che danno il diritto di imporre la volontà dell’azionista (10 diritti di voto per ogni azione posseduta), in pochi minuti segnano un rialzo del 10%.

Grandi manovre all’orizzonte?

Le speculazioni immaginarie agitano i sonni degli investitori per gran parte della caotica giornata di ieri, fino a quando un comunicato ufficiale della Fininvest, cioè della stessa famiglia Berlusconi, contribuisce a raffreddare l’ambiente, fermando le voci impazzite: gli asset del patrimonio di Mister B. rimarranno inalterati, le attività del gruppo “proseguiranno in una linea di assoluta continuità sotto ogni aspetto manageriale”. Tradotto in parole semplici, nessuna intenzione di vendere alcunchè, il gruppo andrà avanti compatto.

Ma il mercato, in ogni caso, si interroga sui possibili scenari a medio termine, con ipotesi più o meno peregrine: la più scontata riguarda gli accordi con la società Vivendi, del francese Bollorè (che possiede il 23,6 % delle azioni ex Mediaset). Nel nel 2016 Berlusconi senior aveva stretto un accordo per una grande alleanza che, all’esito degli eventi, si rivelò peggio d’un Vietnam, tra un tentativo di scalata, carte bollate, strascichi giudiziari, e duelli all’ultimo voto societario.

Altra manovra, più o meno segreta, riguarderebbe poi l’acquisizione (da parte diMFE) di circa il 30% di ProsiebenSat1, con la creazione di un asse Cologno-Monaco  e la nascita di un colosso europeo, con l’aggiunta dei soci di Berlusconi, i francesi e i cechi di Ppf, che controllano il 15% della società tedesca.

Nel segno di Silvio

Ulteriore ipotesi sarebbe la vendita a gruppi internazionali:  i pretendenti non mancherebbero di certo. A Cologno si ricordano ancora del tentativo fatto da Rupert Murdoch negli anni ’90; ma anche oggi il gruppo europeo Discovery parrebbe affacciarsi timidamente all’orizzonte. Per adesso deve registrarsi il refrein della famiglia: “Assoluta continuità”.

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Silvio Berlusconi con i 5 figli – Photo web source

E questo varrà probabilmente per tutto l’impero Berlusconi, un tesoro di circa 6 miliardi di euro (fonte la rivista Forbes), un portafoglio che spazia tra tv, radio, pubblicità, banche, cinema, editoria, calcio, etc. Un’eredità immensa, lascito di un uomo semplicemente complesso, ambiguo, divisivo: di certo un protagonista indiscusso del nostro tempo.