Allarme Campi Flegrei, eruzione imminente? La situazione aggiornata

Campi Flegrei: quando si parla della zona a nord di Napoli, non può farsi a meno di decantarne le bellezze e temerne i rischi.

Bradisismo ai Campi Flegrei
Bradisismo ai Campi Flegrei – Photo web source

La cittadina di Pozzuoli ed i Comuni limitrofi sono da sempre al centro dell’area rossa.

Rischio eruzione

Nella zona interessata, difatti, il rischio di un’eventuale eruzione vulcanica è pari di un’eruzione all’11%; i dati attuali parlano di una possibilità di eruzione cosiddetta “esplosiva”, con differenti gradi di intensità: un fenomeno eruttivo di ‘piccola’ intensità si attesta al 60%; uno medio è dato al 25%; una grande eruzione al 4% (per fortuna). Sulle tempistiche gli esperti concordano: al momento non ci sono anomalie, non vi sono dunque a breve termine dati che confermino l’eventualità eruttiva; ma parliamo pur sempre di fenomeni naturali, dunque alquanto imprevedibili.

Quel che è certo, è che i terremoti legati al bradisismo strutturale dell’area registrano un consistente aumento: oltre 4 mila nell’arco dell’ultimo anno, più di 800 nel solo mese di giugno. I dati parlano chiaro, e quelli messi a disposizione dei Comuni del territorio da parte del Dipartimento della Protezione Civile non lasciano adito a dubbi:è da più di un decennio che i Campi Flegrei sono in zona gialla, quella che precede le fasce arancione e rossa (di preallerta ed allarme).

Sindaci preoccupati

Anche i Sindaci dei Comuni interessati, in particolare Pozzuoli (primo cittadino Luigi Manzoni), Bacoli (Josi Della Ragione) e Quarto (Antonio Sabino) sono preoccupati: questa fase di monitoraggio attivo richiede una costante informazione alla cittadinanza, e se si dovesse passare alla fase di preallarme, si dovrebbe indi dichiarare l’emergenza, disponendo l’allontanamento di oltre un milione di persone dai territori a rischio verso i punti di fuga prestabiliti. Il piano di evacuazione (recentemente rimodulato dai Comuni stessi affiancati dalla Regione Campania) prevede difatti l’esodo assistito ( o coattivo) di migliaia di famiglie, organizzazione di certo non semplice per la massa stessa di persone, nonchè per la morfologia dell’area.

La solfatara a Pozzuoli – Photo web source

“Sappiamo che il bradisismo è in aumento: c’è però la consapevolezza, da parte della popolazione, di dover convivere con questo fenomeno”, ha sottolineato Luigi Manzoni: predisposto un tavolo dei lavori, con l’ausilio di esperti e tecnici, onde adottare le migliori soluzioni per contenere il rischio e gestire l’emergenza.

Strategia anti-eruzione

Di certo rafforzare la collaborazione tra le istituzioni territoriali e quelle centrali dello Stato è fondamentale per pianificare preventivamente la corretta strategia anti-eruttiva: se non si può impedire gli eventi catastrofici di origine naturale, comunque si può organizzare la macchina burocratica ed amministrativa per gestirli al meglio. Il problema del bradisismo del resto è atavico: sono anni che il Dipartimento di  vulcaologia  dell’ I.n.g.v. monitora la situazione, emettendo bollettini periodici. La qual cosa rassicura, ma di certo non garantisce che la Natura (o il buon Dio) si adeguino pedissequamente ai piccoli piani di prevenzione predisposti per l’occasione.

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