Grotte di Frasassi | Lo spettacolo di una natura incontaminata

È una delle attrazioni naturalistiche fra le più belle della regione Marche. Immerse nella provincia di Ancona, ogni anno attirano turisti provenienti da ogni parte d’Italia e non solo.

Rappresentano una delle zone che in pochi conoscono, ma coloro che invece le visitano ogni anno, ne restano estasiati.

Grotte di Frasassi | La natura incontaminata in provincia di Ancona
Grotte di Frasassi – photo web source

Le Grotte di Frasassi si trovano nel comune di Genga. Cerchiamo di capire insieme cosa sono e di cosa si tratta.

Grotte di Frasassi: uno spettacolo della natura

I turisti, ma anche i comuni cittadini, ogni anno, fanno la fila per andarle a visitare. Ed in effetti, sono quei luoghi che, almeno una volta nella vita, vale la pena di andare a vedere. Sono le grotte di Frasassi: grotte carsiche sotterranee, il cui insieme di grotte ricade all’interno del Parco naturale regionale della Gola della Rossa e di Frasassi.

Il complesso è formato da una enorme serie di ambienti sotterranei di cui il primo, visitabile con facilità dal pubblico, è l’Abisso Ancona. Esso è un’enorme cavità con un’estensione di 180 × 120 m e un’altezza di 200 m. La scoperta delle Grotte di Frasassi risale al 1971 grazie a Rolando Silvestri che faceva parte del Gruppo Speleologico Marchigiano CAI di Ancona.

Silvestri ne individuò l’entrata durante una spedizione. Da allora questa cavità è entrata a far parte del Complesso carsico Grotta del Fiume-Grotta Grande del Vento di Frasassi, che è stato esplorato per uno sviluppo complessivo di oltre 30 km. La prima grande scoperta speleologica nell’area di Frasassi, quella della Grotta del Fiume, è però avvenuta il 28 giugno 1948, grazie al dottor Marchetti, cofondatore del Gruppo Speleologico Marchigiano di Ancona.

Negli anni compresi fra il 1950 e il 1960, i gruppi del CAI (Club Alpino Italiano) di Jesi e Fabriano hanno esplorato le cavità della zona e, nel 1966, una diramazione lunga più di 1 km che parte dalla Grotta del Fiume.

La loro scoperta per puro caso

Ma è stato nel luglio 1971 un gruppo di sette esploratori jesini venne attirato da una forte corrente d’aria che fuoriusciva da una piccola apertura. Dopo aver ampliato la dimensione del passaggio per renderlo praticabile, gli esploratori si inoltrarono in una fitta rete di gallerie, cunicoli, pozzi e grotte per una lunghezza di circa 5 km.

Rolando Silvestri, scalando la pendice nord del monte, scoprì alcuni piccoli fori che si erano aperti presumibilmente a causa dello scivolamento della terra superficiale secca mista a rami e fogliame provocato dal caldo di quell’estate.

Grotte di Frasassi | La natura incontaminata in provincia di Ancona
Stalattiti nelle grotte di Frasassi – photo web source

Le scoperte si susseguirono negli anni e numerosi altri ambienti più o meno accessibili furono scoperti ed esplorati dagli speleologi. Al momento il complesso delle grotte di Frasassi ha una lunghezza di oltre 20 km.

Oltre all’Abisso Ancona, sono note la “Sala 200”, così chiamata perché è un corridoio di 200 metri, la “Sala delle Candeline”, che deve il nome alle numerose stalagmiti cilindriche di piccole dimensioni circondate da un anello di roccia che ricordano delle candeline su un piattino.

Poi vi è la “Sala Bianca” il cui colore è dovuto a numerosi strati di calcite pura, la “Sala dell’Orsa” per un masso presente in essa che grazie all’erosione millenaria dell’acqua ha assunto, in maniera completamente casuale, la vaga forma di un’orsa, la “Sala dei Pagliai” e la “Sala dell’Infinito”, così denominata perché ha una forma irregolarmente circolare e durante le prime esplorazioni gli speleologi vi persero l’orientamento e si ritrovarono a girare intorno alla sala diverse volte prima di trovare un’uscita, come se fossero in un percorso infinito.

Una escursione che vale la pena di fare.