Giovani e suicidio: rischio in aumento | Cosa fare per proteggerli?

Il disagio psichico è un fattore che riguarda, più o meno, un grande numero di italiani, purtroppo in continuo aumento specialmente tra i giovani.

Nell’ultimo periodo, calcolando le oltre 3.700 le richieste d’aiuto arrivate nel primo semestre del 2023, si è registrato un + 37% rispetto al primo semestre del 2022 .

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Disagio mentale in aumento – Photo web source

La maggior parte delle richieste di aiuto giungono da giovani tra i 19 ed i 35 anni: il 18% tra i 26 e i 35; il 17% tra i 19 e i 25. Non mancano gli adulti, ovviamente: i soggetti a rischio hanno tra i 46 e i 55 anni (il 16%), ma negli ultimi anni è stato registrato un aumento preponderante di telefonate e messaggi anche da parte dei giovanissimi (under 19), soprattutto via Whatsapp.

Rischio suicidio

Le persone a rischio suicidio di certo non vorrebbero pensare all’evento morte, piuttosto vorrebbero un aiuto, vedere alleviato il loro dolore esistenziale: comprendendo lo stato di sofferenza altrui è di certo possibile alleviare il dolore, scongiurando il pericolo ed il rischio di compiere gesti estremi. Questo è lavoro per i professionisti della salute psichica, dei volontari che si occupano dei soggetti più vulnerabili della nostra società: l’esistenza o meno di fattori protettivi ha un’influenza sulle variabili soggettive; senza aiuto un soggetto a rischio probabilmente tenterà o riuscirà a porre in essere atti autolesionistici e suicidiari.

Quali sono allora i fattori protettivi? In primis,  l’avere una rete sociale e familiare efficace (possibilmente con bambini in casa); coltivare amicizie e passioni; ampliare una dimensione spirituale importante. E ancora: avere del tempo da dedicare a sè stessi, per gratificarsi, attraverso attività ricreative, magari mettendo da parte il “super-lavoro” (lavoro senza limiti spaziali e temporali).

No alcol, no droga

Da bandire assolutamente sono gli abusi, sia di sostanze alcoliche, che di stupefacenti: il consumo di tali agenti psicotropi di certo non può influire positivamente sull’equilibrio psichico delle persone, ancor più se parliamo di soggetti vulnerabili, particolarmente sposti o comunque predisposti all’insorgenza di disturbi dell’umore più o meno gravi. Studi clinici hanno dimostrato che i disturbi mentali sono fortemente correlati all’uso di alcool e droghe: chi abusa di queste sostanze ha una probabilità 6 volte maggiore di tentare il suicidio, rispetto a coloro che non ne fanno uso. Inoltre, gli uomini con un disturbo da uso di sostanze hanno circa 2-3 volte più probabilità di morire suicidandosi, rispetto ai non tossicodipendenti.

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Tossicodipendenza e suicidio, un legame fortissimo – Photo web source

Giovani a disagio

Nel complesso il 29% delle richieste d’aiuto relative ad un tentativo di suicidio arrivano da soggetti al di sotto dei 26 anni: “È un dato che preoccupa”, fanno sapere dall’associazione Telefono Amico Italia, “E che testimonia il grande disagio vissuto dai giovani in questo periodo”: disagio che non si manifesta solo nelle segnalazioni legate al rischio suicidio, ma si traduce in un aumento globale delle istanze di aiuto per problematiche esistenziali, relazionali e che trova riscontro sui giornali, dove la cronaca abbonda di omicidi-suicidi. Diventa quindi sempre più urgente trovare un modo per aumentare il contatto con i giovani, aiutandoli a gestire le emozioni e a sostenerli nei momenti di difficoltà.

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