Ustica & Co., l’Italia perde la memoria troppo facilmente

Carte sparite, dossier mutilati, armadietti sfondati. Non ci sono più i documenti relativi alla strage di Ustica, scomparse anche le relazioni sulla bomba alla stazione di Bologna: di più, niente sulla bomba del 1980, niente su quelle esplose o ritrovate nel ‘69 sui treni a Pescara, Venezia, Milano e Caserta.

Stragi

E del mistero dell’Italicus (agosto ’74)? Nessuna traccia, scomparso tutto, ogni documento, ogni relazione: in effetti è sparito del tutto l’intero archivio del Ministero dei Trasporti e del Dipartimento Terrestre.

Un buco nero

Un enorme black hole gravitazionale, che ha inghiottito tutti i documenti dei più grandi misteri d’Italia dal ’68 all’ ’80, e sono gli anni delle stragi fasciste e della strategia della tensione nera. Un buco in cui sono finite la Storie e le storie del DC-9 Itavia, di Bologna e di tutte le altre stragi d’Italia, un fatto talmente grave che anche la Presidenza del Consiglio  ha dovuto prenderne atto, stigmatizzando l’accaduto in un documento ufficiale (targato ottobre 2022).

La relazione ufficiale parla impossibilità a desecretare e pubblicare gli atti ministeriali relativi (così come stabilito dalle direttive Renzi e poi Draghi) perchè, materialmente, quelle carte sono sparite: un danno notevole, anche in ottica di ricerca storica: secondo la Presidenza del Consiglio, “Non è accettabile che, in un periodo di tempo prolungato, che va dalla fine degli anni ‘60 agli anni ‘80, possa mancare del tutto la documentazione relativa al Gabinetto del ministro dei Trasporti nonché le serie archivistiche relative all’attività del ministero”. Soprattutto perchè si è persa la memoria archivistica delle stragi di Stato.  

Fatti inquietanti

Daria Bonfietti, presidente dell’Asso-vittime di Ustica, non la manda certo a dire: “E un fatto inquietante, si potevano trarre informazioni utili sul Dc9 abbattuto, ma in generale su tutte le stragi di quegli anni”. Sparito dunque un pezzo di storia dell’Italia: quel poco di materiale rimasto è poi frammentario, disordinato e pertanto inutilizzabile per accurate indagini storiografiche.

Le fa eco Andrea Benetti, del Comitato Parenti Vittime Ustica: “Col ministero dei Trasporti abbiamo avuto lunghe interlocuzioni, inizialmente ci dicevano che non sapevano bene cosa cercare, per poi essere costretti ad ammettere che non c’erano più gli archivi”.

Resti DC-9 Itavia – Photo web source

Pasticciaccio all’italiana

Un pasticcio orripilante, col dubbio legittimo se sia la “solita” incuria colposa italiana o uno scientifico accanimento doloso contro la memoria storica della Nazione. Ah, saperlo! Fatto sta che noi tapini, cittadini assuefatti alla qualunque, dalle stragi irrisolte, passando per sprechi colossali e follie istituzionali, finendo ai “papocchi inciucianti” della bassa politica italica, non meritavamo anche la cancellazione storica, la damnatio memoriae del nostro recente (e sconcertante) passato. Di certo, la sparizione di interi archivi storici è l’ennesimo mistero, che si aggiunge alla lunga lista dei buchi neri collettivi del nostro disgraziato Paese.