Denatalità: le misure per combatterla esistono | Qual è l’intoppo per il Governo?

Le difficoltà che riguardano la natalità nel nostro Paese sono al centro dell’attenzione del Governo che sta studiando misure differenti.

Al centro, ancora una volta, sono le difficoltà economiche per le famiglie o per i giovani di crearsi una famiglia e di avere figli. Ecco come il Governo pensa a nuove misure in merito.

Denatalità: il Governo pensa alle misure per combatterla | Ma c’è un intoppo
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Si parla di reddito di infanzia quanto anche di assegno di gioventù proprio per rilanciare la famiglia. Vediamo di cosa si tratta.

La lotta alla denatalità

Rivoluzionare il mondo del welfare per dare un segnale positivo a tutte le famiglie o a quelle che verranno, per poter crescere, magari con la nascita di nuovi figli. La denatalità è una delle piaghe che affligge il nostro Paese e, fino ad ora, in pochi sono riusciti a dare una soluzione in merito. Come se fosse dietro l’angolo, ma in pochi la vedono.

Una delle proposte di legge presentata da Fratelli d’Italia è quella di sostenere la natalità, la genitorialità e l’occupazione femminile. Il Governo ha, infatti, fra le sue priorità, la lotta all’inverno demografico attraverso il sostegno alla genitorialità. Diverse sono le misure proposte e al vaglio del Governo stesso, che vanno dagli aiuti economici alle famiglie a interventi più strutturali come quelli sugli asili nido. Guardare al sostegno alle famiglie non più come un sussidio ma come un diritto che spetta a ciascuna di esse.

Il primo contributo al quale si sta pensando ha un nome particolare: si chiama “Reddito d’Infanzia”, da erogare a tutte le famiglie con un reddito inferiore ai 90mila euro. Questo reddito prevede 400 euro al mese per i primi 6 anni di ogni figlio a carico, che possono essere cumulati con l’assegno unico universale.

Denatalità: il Governo pensa alle misure per combatterla | Ma c’è un intoppo
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Potrebbe arriva il reddito d’infanzia e l’assegno di gioventù

La seconda misura ha, anch’essa, un altro nome particolare: “assegno di gioventù”. In pratica, si tratta di un proseguimento del precedente bonus per l’infanzia. Viene erogato per ogni figlio dai 7 ai 25 anni per una cifra di 250 euro al mese. Il bambino, o il ragazzo nel caso, deve però essere registrato e frequentante un istituto scolastico o universitario. Questo ulteriore assegno sarà valido sempre per i nuclei familiari sotto i 90mila euro di reddito e la sua finalità è quella di sostenere l’istruzione dei giovani.

C’è, però, sempre un nodo da sciogliere, ovvero quello del dove trovare i fondi. Basti pensare, infatti, che solo per il reddito d’infanzia si parla di un sostegno pari a 28.800 euro in soli 6 anni, e per il secondo si arriva fino 57mila euro, sempre nello stesso arco di tempo.

Misure concrete sì, ma con la difficoltà possibile di essere attuate.