Pagare per stare sui social? Ecco la verità. Assurdo

Dagli USA arriva un’indiscrezione che potrebbe rivoluzionare il mondo dei social per come lo conosciamo. Sarà vero?

Piani di abbonamento per eliminare le pubblicità dai propri social. Un’idea di Elon Musk che però, pare, anche Meta e Tik Tok vogliano adottare. Tutto ciò che c’è da sapere.

Abbonamenti ai social

E’ notizia delle ultime ore che Meta (la società che possiede, tra gli altri, Facebook e Instagram) e Tik Tok potrebbero diventare a pagamento. No, non è la solita fake news che gira sui cellulari come catena di Sant’Antonio, ma è l’anticipazione di qualcosa che sta per accadere sul serio. Ad ispirare le due società Elon Musk che pare stia per lanciare abbonamenti a pagamento per il suo X (il fu Twitter).  Le voci dicono che ci saranno degli abbonamenti personalizzati che vanno dai 10 euro al mese per ogni account Facebook o Instagram su desktop (più 6 € per ogni account in aggiunta) ai 13 € al mese per i dispositivi mobili, perché Meta terrebbe conto delle commissioni addebitate dagli app store di Apple e Google sui pagamenti in app.

Rivoluzione a metà

Chiaramente non saremo costretti ad abbonarci. I social saranno per sempre (almeno questo è ciò che compariva sulla pagina principale di Facebook fino a qualche anno fa: “è gratis e lo sarà sempre“) fruibili a tutti. Solo che ci sarà la possibilità di eliminare la pubblicità. Una possibilità a pagamento. Ovviamente allo stato è solo un’idea ma sicuramente sia Meta che Tik Tok ci stanno pensando sul serio.

Perché la cosa non convince

Siamo seri: questa storia degli abbonamenti fa acqua da tutte le parti e per un motivo semplice. Tutti noi utenti e fruitori dei social seguiamo decine, se non addirittura, centinaia di influencer i quali ogni santo giorno riempiono i loro post e le loro stories di pubblicità. L’influencer è tale perché sponsorizza prodotti. Anzi si può dire che la maggior parte di loro faccia solo quello. In qualunque momento della giornata piazzano la storia con hastag adv e tentano di venderti cose. Non stiamo affermando che questo sia sbagliato, per carità! E’ il loro lavoro. Perché, sì, quello dei creatori di contenuti digitali è un lavoro che richiede tempo, creatività e velocità di esecuzione. E quindi come ogni lavoro va retribuito. Essendo dei liberi professionisti (ovviamente ammesso e non concesso che tutti loro abbiano partita IVA e paghino le tasse) per poter guadagnare devono creare dei rapporti lavorativi con varie aziende visto che le piattaforme pagano poco o niente.

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Ribadiamo, nulla quaestio. Del resto noi stessi di Titano Today lavoriamo tramite pc e sfruttando i canali digitali quindi lungi da noi affermare che quello fatto da remoto o quello fatto tramite pc e smartphone non sia vero lavoro. Però sicuramente possiamo affermare che è un po’ sciocco far pagare gli utenti per non vedere le pubblicità mentre usano le varie piattaforme quando in quelle piattaforme si parla ormai quasi solo ed esclusivamente di vendita di prodotti. Insomma io utente dovrei pagare per guardare altri utenti che pubblicizzano prodotti. Non ha molto senso, non trovate?