Specie aliene: cosa sono e perché mettono in serio pericolo le coltivazioni

L’arrivo delle specie aliene si fa sempre più frequente. Il caldo della lunga estate italiana sta moltiplicando questi indesiderati ospiti che mettono a rischio agricoltura e salute.

Il clima è cambiato e continuerà a farlo sempre di più se non si prendono i provvedimenti necessari. Questo è l’allarme che ci sentiamo ripetere giorno dopo giorno.

Specie aliene_ Granchio indiano

Dei mutamenti climatici negli ultimi tempi stiamo toccando con mano le conseguenze ed i rischi. Fenomeni climatici estremi e specie aliene sempre più presenti sul nostro territorio.

Specie aliene ma non arrivano dallo spazio

L’arrivo di queste cosiddette specie aliene, è quanto di più preoccupante possa esserci. A rischio, infatti, a causa di questa “invasione” sono la salute umana e l’agricoltura. Secondo le stime della Coldiretti, infatti, i danni causati si aggirano già intorno al miliardo di euro. Danni provocati nei mari, nei campi e negli allevamenti.

L’estate italiana, forse non solo quella italiana, del resto, si è prolungata a dismisura. Siamo nel mese di ottobre inoltrato e le temperature sono davvero record. Ci troviamo, infatti, davanti a temperature estive per tutto l’arco della giornata ed anche di notte la temperatura non scende sotto una certa soglia. Con questo scenario è chiaro che il surriscaldamento globale va ad incidere su quelli che sono gli habitat naturali.

In Italia proprio per queste condizioni climatiche ci si è trovati  a fare i consti con il moltiplicarsi di specie aliene. Si tratta di specie di insetti e batteri che in altre condizioni non avrebbero mai proliferato nel nostro Paese e nemmeno nel continente europeo.

Ultimamente avevamo proprio parlato della formica di fuoco, la Solenopsis invicta una delle specie più invasive e pericolose del mondo, purtroppo, arrivata anche in Europa proprio attraverso l’Italia.

Sono, però, sempre di più le specie aliene che stanno invadendo il nostro ecosistema. Le conseguenze iniziano ad essere devastanti. Dal granchio blu alla cimice asiatica ed ultimamente segnalata, proprio dall’associazione dei coltivatori, la cimice marmorata che arriva dalla Cina. Tutti insetti che finiscono col creare danni al nostro ecosistema ed alla nostra agricoltura. La cimice marmorata, infatti, con le sue punture risulta catastrofica per le piante e per i frutti e, come se non bastasse, ha una altissima capacità riproduttiva.

cimice asiatica
La cimice asiatica

Più investimenti e ricorso a nuove tecnologie

Un altro insetto richiamato dal grande caldo è un autentico killer dei boschi. Si tratta del bostrico tipografo, un coleottero in grado di scavare gallerie all’interno degli alberi facendoli, così, morire nel giro di pochi giorni.

Il batterio Xylella, invece, è arrivato in Italia attraverso piante tropicali giunte dall’America Latina e ha già contagiato oltre 21 milioni piante, causando una strage di ulivi in Puglia. Questa è solo la punta dell’Iceberg e solo alcune delle specie che stanno proliferando nel nostro paese richiamate da un clima favorevole.

L’allarme viene lanciato dal presidente della Coldiretti Ettore Prandini, secondo l’associazione, infatti, non solo il clima favorevole ma un sistema di controllo dell’Unione Europea non all’altezza della situazione.

Sarebbe proprio il sistema di controllo dell’Unione europea ad essere sotto accusa. Le enormi falle, infatti, avrebbero fatto passare materiale infetto e vari parassiti che, complice le condizioni climatiche ed il grande caldo, si starebbero stabilendo anche nei confini dell’Unione europea

Per Prandini, quindi, occorrerebbero più investimenti, innanzitutto, nei controlli e poi nel raccogliere le nuove sfide tecnologiche. Dinanzi a specie aliene, infatti, occorre migliorare la genetica delle piante rendendole capaci di difendersi da queste minacce per loro sconosciute. Tutto questo si potrebbe fare, oggi, grazie ad un sistema green no Ogm approvato dalla comunità europea. Si tratterebbe di migliorare geneticamente le piante senza, però, inserire Dna estraneo alla pianta stessa.