Cosa nasconde la Gioconda di Leonardo? La nuova scoperta che non ti aspetti. Pazzesco

Leonardo da Vinci, l’artista dalle mille novità e dalle mille scoperte ancora oggi, che gli studiosi fanno sulle sue opere e i suoi quadri.

E, proprio sulla sua opera più celebre, la “Gioconda”, ci sono studi attivi da anni che, ogni volta, scoprono qualcosa di diverso e strabiliante allo stesso tempo.

Quello di cui stiamo per parlarvi non fa altro che andare ad arricchire quel mistero che aleggia intorno a una delle opere più famose al mondo.

La Gioconda non smette di stupire

La celebre “Gioconda” di Leonardo da Vinci continua a stupirci ogni giorno di più. Nuovi studi, nuove scoperte e nuove indagini si affollano su di lei, quasi a scoprire le tantissime sfaccettature della donna (diciamo così) più ammirata ma, allo stesso tempo, più studiata al mondo.

La storia lo ha considerato uno dei dipinti più particolari ed enigmatici che siano mai stati prodotti e, quello che di recente è stato rivelato ha davvero dello straordinario. L’ultima scoperta riguarda i materiali con i quali Leonardo ha dipinto la sua Monna Lisa. È stato, infatti, scoperto che il genio ha usato un particolare composto chimico, tale “plumbonacrite”.

Si tratta di un composto minerale esagonale che contiene carbonio, idrogeno, piombo e ossigeno e, stando agli studi, sarebbe stato proprio questo composto a conferire all’opera quella bellezza e quella brillantezza al volto femminile.

La scoperta è avvenuta nello strato di fondo del dipinto. A far emergere la presenza del composto, sono state le analisi condotte da un team di esperti appartenenti al Centro Nazionale delle Ricerche Scientifiche francese, con l’utilizzo del super microscopio europeo Esrf (European Synchrotron Radiation Facility).

Cosa nasconde la Gioconda di Leonardo? La nuova scoperta che non ti aspetti
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Ecco il materiale scoperto utilizzato dal Genio

Gli esperti hanno usato i raggi X per andare ad analizzare la struttura chimica di un frammento dello strato preparatorio della Gioconda. La vernice a olio usata da Leonardo da Vinci per la base del dipinto risulta avere una composizione chimica diversa da quella di altre sue opere.

Con la presenza di plumbonacrite viene confermata una teoria che è stata a lungo sostenuta da tanti storici dell’arte: Leonardo avrebbe usato la polvere di ossido di piombo al fine di addensare e asciugare gli strati di pittura della Gioconda.

Stessa tecnica utilizzata anche per la sua celebre “Ultima Cena”. Insomma, Leonardo non finisce mai di stupire e lo fa, soprattutto con la sua “Gioconda”.