Eruzione Campi Flegrei: il pericolo è in agguato lì sotto il mare

Campi Flegrei, si complica la situazione dopo lo sciame sismico: i dati dei sismografi rivelano un “coinvolgimento” della camera magmatica.

Campi Flegrei
Campi Flegrei – Photo web source

Nuove evidenze spiegherebbero dunque il coinvolgimento del magma, con la difficoltà di cogliere per tempo alcuni segnali di un’eventuale eruzione.

Magma in movimento

La parete freatica sarebbe sotto pressione, data la poca resistenza dell’argilla che tiene confinati i fluidi in pressione: “gli attuali tassi di deformazione potrebbero portare a fenomeni di significativa sismicità”. Questo, in sintesi, il focus della relazione tecnica (sei pagine messe nero su bianco dalla Commissione Grandi Rischi) che non nasconde la forte preoccupazione per quello che sta realmente accadendo nel sottosuolo dei Campi Flegrei.

Nel mese di novembre lo sciame sismico si è leggermente diradato, con l’unico evento di magnitudo 3.1 segnalato: eppure leggendo il documento, si comprende al meglio perché, dopo la messe di riunioni della Grandi Rischi del mese di ottobre, il Ministro a capo della Protezione Civile, Nello Musumeci, si allarmò così tanto, al punto di parlare apertamente di innalzamento della soglia di rischio, da “gialla” ad “arancione”.

Il punto critico

Il magma è dunque l’elemento critico dell’allerta: il vero pericolo per la caldera di Pozzuoli è che il flusso ribollente è nettamente risalito, probabilmente siamo a 7-8 chilometri dalla superficie, forse a meno 4: per gli esperti della Commissione, tale fenomeno, unito a quello del bradisismo flegreo, avrebbe effetti dirompenti. Secondo i calcoli effettuati, questa progressione magmatica verso l’alto sarebbe iniziata a partire dal 2015, probabilmente  aggravatasi negli anni (e fino al 2022): sarebbero due le sorgenti di pressione, suscettibili di determinare l’innalzamento del suolo; una magmatica, l’altra idrotermale.

La (quasi) certezza che il magma sia ormai molto vicino alla superficie, è dato anche dalla tipologia di gas fuoriuscente: l’idrogeno solforato; un’ ultima evidenza riguarda le rocce presenti nel sottosuolo, che potrebbero frantumarsi a causa della spinta dei fluidi magmatici.

Magma eruttivo – Photo web source

Processo sismico

Gli esperti spiegano che “il processo di fratturazione della crosta può subire una ulteriore accelerazione, fino al raggiungimento di condizioni critiche”: parliamo di un orizzonte temporale compreso tra alcuni mesi e qualche anno. Non è da escludere, quindi, secondo la Commissione, “che si possano innescare processi di sismicità significativa”, con eruzioni freatiche e relativa risalita del magma verso la superficie.

Un pericolo costante per la popolazione flegrea, che da mesi oramai non dorme sogni tranquilli, tra allarmi più o meno quotidiani e stress da “annuncite” continua, con i media che “bombardano” assiduamente: ovvio che la situazione debba essere monitorata, ma è anche vero che si dovrà pur evitare la sindrome (deleteria) da “al lupo al lupo”.