Sciopero medici ed infermieri: caos e chiusure | Scatta l’allarme nei Pronto Soccorso

Sciopero medici ospedalieri: i camici bianchi incrociano le braccia per i tagli alle loro pensioni e i pochi soldi mess sul tavolo per il rinnovo contrattuale.

Sciopero dei medici – Photo web source

Il Governo non punta sulla Sanità: dei 3 miliardi da investire, 2,4 sono già prenotati per i soli rinnovi contrattuali (dei medici e degli infermieri, sia pubblici che convenzionati).

Medici a braccia incrociate

“Ci dispiace per i cittadini, ma forse sarà un bene che anche loro tocchino con mano cosa vorrebbe dire vivere senza servizio sanitario pubblico“. Pierino Di Silverio, leader del principale sindacato dei medici ospedalieri, l’A.n.a.a.o.,  si scusa così con gli assistiti, chiedendo però di comprendere le motivazioni di una protesta globale di categoria, che coinvolge anche gli infermieri del sindacato Nursing. Il problema di fondo è anche macroeconomico: l’inflazione, nonostante gli aumenti del fondo sanitario tra il 2022 ed il 2023, si è mangiata  circa 10 miliardi di finanziamenti per la sanità pubblica.

Medici e infermieri incrociano le braccia anche per difendere le loro pensioni, minacciate da un taglio fino al 25%, inferto dalla manovra finanziaria con le meno favorevoli aliquote sui contributi versati dal 1981 al 1996: il Governo ha fatto fatto dietrofront sui trattamenti di vecchiaia (rimarranno invariati), ma la riduzione (progressiva) varrà sulle pensioni anticipate.

Finanziaria canaglia

“In finanziaria non c’è stata alcuna valorizzazione della nostra professione, sia dal punto di vista economico sia delle prospettive di carriera”, affermano dall’ A.n.a.a.o.,: i medici chiedono un innalzamento di alcune voci contrattuali, tra le quali l’indennità di esclusività infermieristica (da 2,5 a 5 euro lordi l’ora). Secondo il sindacato, la carenza di personale è ormai drammatica: il settore è falcidiato da anni, mancherebbero 15 mila medici; nel 2021 in 5 mila sono andati all’estero, attratti da retribuzioni migliori. Invero, come numero in rapporto alla popolazione, saremmo anche linea con gli altri Paesi occidentali, ma ne mancano nelle specialità ospedaliere, come la medicina d’urgenza ed emergenziale.

Scipoero
I medici incrociano le braccia – Photo web source

Infermieri in down

Ancora più drammatica la carenza di infermieri: secondo le stime del loro Ordine professionale, ne mancherebbero 65 mila; per il Nursing addirittura 170 mila, “perché vanno calcolati non sul numero di medici, ma sulla popolazione anziana del Paese”. Dunque piena emergenza anche sul fronte infermieristico: il trend occidentale è tutto superiore a quello italiano.

Intanto avremo un servizio sanitario “a pezzi”, più del solito: funzioneranno solo i pronto soccorso, le terapie intensive, le unità coronariche, le emodialisi, l’assistenza oncologica e gli studi dei medici di famiglia (che non aderiscono allo sciopero). Si fermeranno invece in larga parte i ricoveri programmati, le visite specialistiche, i laboratori di analisi e le radiologie: per un giorno intero avremo un Sistema Sanitario dimezzato (come se non lo fosse già abbastanza).