Strage di Suviana: recuperato l’ultimo disperso | Tutti gli aggiornamenti

E’ stato recuperato ieri il corpo del settimo ed ultimo disperso. Il bilancio finale è pesante ma per conoscere le cause ci vorrà tempo.

La fase della ricerca e recupero di superstiti e defunti é terminata. Ora inizierà la fase delle indagini. Foto Web Source

Sono iniziate le operazioni di sgombero dei locali della centrale idroelettrica dall’acqua che ha invaso alcuni piani. Solo dopo questa operazione potranno iniziare le indagini vere e proprie.

Il bilancio finale

Ieri pomeriggio anche l’ultimo disperso è stato recuperato. Non essendoci ancora stata la possibilità da parte dei familiari di effettuare il riconoscimento ufficiale, allo stato non è possibile riferirne il nome. Ma tutto fa pensare che si tratti di Vincenzo Garzillo, 68enne napoletano che, nonostante fosse in pensione, era stato recentemente richiamato a lavoro.

Con il ritrovamento dell’ultimo corpo il bilancio diventa definitivo: l’esplosione di Suviana ha portato via la vita di sette persone. I feriti sono 5, il più grave ieri è stato ufficialmente dichiarato fuori pericolo.

Le sette vittime

Spesso quando si legge una notizia di cronaca si mettono sul piatto nomi e numero di vittime. A volte pare di leggere uno sterile elenco e molte volte ci si dimentica che dietro a quei nomi ci sono delle storie e delle famiglie.

Le prime tre vittime, ad esempio, lavoravano insieme da tempo. Mario Pisani (73 anni, la vittima più anziana) era infatti il titolare della srl Engineering e i suoi dipendenti erano, appunto, Pavel Petronel Tanase, aveva 45 anni era di origine rumene ed era padre di due gemelli adolescenti e Vincenzo Franchina.

Pompieri all’opera dopo l’esplosione – Photo web source

Vincenzo è la vittima più giovane. Aveva 36 anni, era sposato da uno e padre da appena tre mesi. Erano tutti lì perché Mario, nonostante fosse in pensione, era stato scelto come consulente.

Anche Vincenzo Garzillo, 68 anni, era lì perché era il più bravo di tutti. Aveva un grado di professionalità così elevato nel suo settore, ovvero la riattivazione dei macchinari di centrali idroelettriche, che era stato richiamato al lavoro nonostante fosse in pensione.

Poi c’era Paolo Casiraghi, 59 anni di Milano, operaio specializzato e trasfertista da tempo. C’era anche Alessandro D’Andrea, 37 anni, che nonostante la giovane età aveva accumulato già numerose esperienze lavorative, anche al di fuori dell’Italia. In ultimo, ma non per importanza, c’era anche Adriano Scandellari.

Aveva 57 anni, era un lavoratore specializzato di Enel Green Power e tempo fa fu premiato con una stella al merito dal Quirinale.

Le indagini

Ricordiamo sinteticamente cosa è accaduto: lo scorso lunedì 8 aprile durante una fase di collaudo una turbina situata al piano -8 della centrale idroelettrica di Bargi esplode. Ne deriva un incendio che provoca il cedimento del solaio del piano -9.

Chi era nei pressi della turbina muore sul colpo e anche chi si trovava al piano -9 troverà la morte o si ferirà seriamente.

Questa è la cronaca. Ma cosa sia realmente accaduto, ad oggi, ancora non lo si può dire con sicurezza. L’acqua del lago che ha invaso tutto non consente di accedere in sicurezza ai locali interessati dall’incidente. Ma la scatola nera della turbina è già stata recuperata e nei prossimi giorni sarà oggetto di accertamenti.

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