Ancora cinque operai morti | L’ennesima tragedia che si poteva evitare

Cinque operai morti, un’altra tagedia sul posto di lavoro. Uomini, padri di famiglia usciti per andare a lavoro e non più tornati, morti in un tragico incidente.

E’ una strage quotidiana quelle delle morti sul lavoro, nel 2023 dati Inail ci sono stati oltre mille morti, si parla di quasi tre persone al giorno andate al lavoro e non tornate più a casa.

cinque operai morti

Ciò che rammarica, indigna e fa rabbrividire è che, spesso, sono morti che si sarebbero potute evitare come quella di questi cinque operai morti in queste ore.

Cinque operai morti una tragedia che si poteva evitare

Una vera strage, oramai intollerabile, operai, gente che si reca al lavoro per guadagnare i soldi da portare a casa e che, purtroppo, a casa non ci torna più, lasciando spesso moglie e figli.

Morti bianche così vengono definite quelle avvenute per incidenti sul lavoro. Morti che, però, potrebbero essere evitate. Gli incidenti sul lavoro sono quasi sempre dovuti a mancanza di dispositivi di sicurezza o a dispositivi non adeguati. Le norme di sicurezza spesso vengono trascurate in nome della produttività.

A morire, poi, come riportano gli ultimi dati sono molto di più i lavoratori che non hanno unu contratto indeterminato. I precari, quelli che vengono sballottati da un posto di lavoro all’altro, da una fabbrica all’altra, senza nemmeno il tempo di potersi adeguare, rendere conto ed essere formati in maniera efficiente sul compito da scvolgere.

Quello che è avvenuto lungo la statale 113, da Casteldaccia a Palermo, è un’altra di queste tristi pagine. Cinque operai morti perché non indossavano dispositivi di sicurezza.

Uccisi dalle esalazioni perché non indossavano maschere

Per lavori di manutenzione la ditta Quadrifoglio S.r.l. vincendo l’appalto della municipalizzata di Palermo l’Amap. invia sei operai, una squadra per eseguire questi lavori. Si tratta di calarsi in un tombino profondo almeno 5 metri.

Entrano tre operai mentre gli altri restano fuori, dopo qualche secondo, però, gli perai nel tombino non rispondono e, coì, preoccupati scendono altri due di loro. Nessuna risposta, il sesto operaio prova a calarsi nel tombino ma si accorge subito che sta inalando qualcosa che non va e ritorna in superficie appena in tempo per accasciarsi al suolo ed essere ricoverato in gravi condizioni al Policlinico di Palermo.

morti di Palermo
I Vigili del Fuoco sul luogo dove cinque operai sono morti in un’incidente sul lavoro avvenuto a Casteldaccia, nel palermitano – titanotoday.com

I suoi cinque colleghi non hanno avuto scampo, morti appena entrati nel tombino per delle esalazioni tossiche. Una maschera avrebbe potuto salvargli la vita. All’interno del tombino, infatti, una concentrazione altissima di idrogeno solforato non gli ha lasciato scampo.

Dieci volte superiore al limite consentito l’idrogeno solforato li ha prima storditi e fatto perdere i sensi per poi  ucciderli poco dopo. Sarebbe bastata una maschera, un semplice dispositivo di protezione per salavare la vita a questi operai.

Il comandante provinciale dei Vigili del Fuoco di Palermo, Girolamo Bentivoglio Fiandra, confermando che a uccidere le vittime sono state esalazioni di idrogeno solforato. Dichiara che “se fossero state prese tutte le precauzioni l’incidente non sarebbe avvenuto”.

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