Pogacar è una furia: ecco cosa succede al Giro d’Italia 2024

Pogacar è una vera furia, il Giro d’Italia del 2024 sta riservando non poche sorprese, presentandosi come uno dei più avvincenti degli utlimi anni.

Oggi siamo all’ottava tappa, da Prati a Tivo con un Gran Premio della Montagna di prima categoria a 1450 metri di altezza in Abruzzo, tappa conclusasi da poco.

Pogacar
Pogacar

La tappa di ieri, pero, una cronometro da Foligno a Perugia, una di quelle tappe dove i ciclisti sono soli contro il tempo, fa ancora discutere oggi e ha lasciato non pochi segni.

Pogacar è una furia, incontenibile

La tappa di ieri, infatti, lascia molti strascichi ancora oggi e, forse, almeno fino alla prossima settimana quando si inizieranno a trovare le montagne. Una tappa davvero emblematica quella di ieri, non solo perché si trattava di una cronometro, ma anche e, soprattutto, per il tipo di percorso.

Le cronometro di solito, infatti, sono delle corse piane non troppo lunghe dove i ciclisti devono confrontarsi solo con il cronometro e sfidare la loro velocità e resistenza. La settima tapp, invece, da Foligno a Perugia, si è dimostrata davvero ostica.

Verso l’arrivo a Perugia, infatti, la salita incontrata dai corrdiri ha fatto la differenza. Pogacar una vera furia, un treno lanciato a tutta velocità. Ci sono specialisti della velocità molto più attrezzati di lui, tra questi sena ombra di dubbio, l’italiano Filippo Ganna.

Pogacar, però, sfruttando al meglio la salita prima del traguardo, il terreno che più si confà alle sue caratteristiche ha saputo recuperare addirittura più di un minuto ad un Ganna che, certamente, piano non va, anzi.

Alla fine al taglio del traguardo il vincitore è stato proprio Tadej Pogacar, lo sloveno non solo ha trionfato nella tappa, confermando allo stesso tempo la maglia rosa ma, addirittura, ha allungato in classifica generale.

Nell’ottava tappa è ancora bagarre

La tappa di oggi, intanto, l’ottava tappa da Prati a Tivo si è dimostrata essere tutt’altro che una tappa di trasferimento. L’insidia del percorso e, soprattutto, gli svariati tentativi di fuga messi subito in atto dai corridori, hanno fatto si che la corsa di oggi si dimostrasse davvero ostica per tutti.

Pogacar cronometro
Pogacar durante la cronometro – titanotoday.com

Nelle gambe dei ciclisti, del resto, vi erano ancora le fatiche di ieri per la sfida contro il tempo. Dopo tanti tentativi di fuga alla fine uno su tutti è riuscito a prendere il largo. Sono stati 14 ciclisti a distanziare il gruppo.

Il loro vantaggio è arrivato fino a  1’44’ di vantaggio. Il gruppo maglia rosa, però, non ha mai mollato e lentamente ha iniziato ad erodere il vantaggio dei battistrada. Narváez (INEOS Grenadiers), Magnus Sheffield (INEOS Grenadiers), Alessandro Verre (Arkéa – B&B Hotels) Alessandro De Marchi (Team Jayco AlUla), Michael Storer (Tudor Pro Cycling Team) e Martin Marcellusi (VF Group – Bardiani CSF – Faizanè) questi i battistrada più in vista e meglio piazzati in classifica generale.

A pochi chilometri dal traguardo, però, il gruppo si è riportato sotto la fuga sembrava ormai conclusa quando, però, il francese Valentin Paret-Peintre ha provato il tutto per tutto a sette chilometri dal traguardo ha staccato i suoi vecchi compagni di fuga tentando la sortita solitaria contro il gruppo dietro di lui.

Nonostante la sua azione eroica, però a 4 chilometri dal traguardo il francese viene riassorbito dal gruppo. A pochi chilometri dall’arrivo, poi, l’italiano Antonio Tiberi un paio di volte ha provato a staccarsi dal gruppo ma lo stesso Pogacar lo ha ripreso.

Alla fine in volata, infatti, ha vinto proprio lo sloveno. Un’autentica furia capace di vincere in montagna, a cronometro e oggi anche in volata dopo 3.321 chilometri e 42.900 metri di dislivello.

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