Perché fa freddo se c’è il riscaldamento globale?

Perché fa freddo pur essendoci il riscaldamento globale, domanda che, sicuramente, tutti ci siamo posti almeno una volta negli ultimi tempi.

Perché fa freddo

In questo atipico mese di maggio in cui le precipitazioni sono estremamente abbondanti e la temperatura è scesa sotto la media stagionale, la domanda diviene sempre più attuale e la curiosità sicuramente ci assale. Tutti i giorni sentiamo parlare in televisione o leggiamo sui giornali che il clima sta mutando, la temperatura media del pianeta è sempre più alta.

Ciò nonostante ci troviamo dinanzi a fenomeni come quello dell’ultimo mese nel quale, addirittura, ci sono state violente bombe di grandine, violenti acquazzoni quotidiani ed in alcune zone delle vere e proprie alluvioni. La temperatura è molto al di sotto della media stagionale e sempre più spesso si assiste a fenomeni di questo tipo.

La temperatura del pianeta si innalza di anno in anno

Eppure la temperatura del pianeta si alza di anno in anno. Secondo i dati raccolti dal sistema satellitare Copernicus ogni anno, quasi, viene battuto il record di innalzamento della temperatura. Il 2020, anno record da questo punto di vista, segnò un innalzamento globale di 1,25 gradi centigradi. Gli stessi dati sono in possesso anche dall’agenzia spaziale degli Stati Uniti, la Nasa appunto, per la quale seppur avendo medie di riferimento diverse, confermò il 2020 come anno record di riscaldamento del pianeta.

Perché fa freddo allora? Se i dati sono questi e il nostro pianeta diventa ogni anno più caldo, da dove arriva questo freddo, a cosa sono dovute queste stagioni gelide, nevicate e vere e proprie tormente anche fuori stagione? Ebbene la risposta sta proprio, paradossalmente, nel riscaldamento globale.

Ci sono vari studi, infatti, che spiegano questo fenomeno. Uno di questi studi è il: Decoupling of the Arctic Oscillation and North Atlantic Oscillation in a warmer climate. A pubblicarlo sulla rivista “Nature climate change” è stato un team di ricercatori delle Università di Milano-Bicocca e Harvard.

La stessa Greenpeace ha più volte pubblicato studi a riguardo per spiegare il fenomeno. La causa di questi fenomeni sempre più gelidi, collegata al riscaldamento globale, è dovuta ai vortici polari, in parole povere la differenza di temperatura tra la zona polare e quella sub-polare si sta assottigliando e questo genera fenomeni sempre più estremi.

Perché fa freddo, la causa sono i vortici polari

I vortici polari sono delle correnti nelle quali l’aria fredda, anzi gelida, dell’Artico viene intrappolata ad alte latitudini.

Vortici polari

Questi vortici, insomma, sostanzialmente, evitano che l’aria fredda delle zone polari raggiunga altre zone del pianeta. Il riscaldamento globale e l’assottigliarsi dello scarto tra la temperatura tra zona polare e sub-polare fa si che questi vortici si indeboliscano e permettano in alcune circostanze che l’aria gelida dell’Artico giunga fino a noi.

Ad incidere su questo aspetto ci sarebbe anche l’innalzamento della temperatura superficiale dell’Oceano Pacifico settentrionale. L’acqua essendo più calda riesce a riscaldare l’aria fredda che giunge dalla Siberia. L’aria calda, si sa, risale molto velocemente e in questo caso riesce a modificare, addirittura, le condizioni della stratosfera.

Inoltre siccome la zona polare si sta riscaldando più velocemente del resto del pianeta, si assiste al fenomeno dello scioglimento dei ghiacciai. Ebbene una delle caratteristiche e delle funzioni dei ghiacciai è proprio quella di riflettere la luce solare impedendo che questa vada a surriscaldare la superficie terrestre ed i mari.

Occorre intervenire e ristabilire equilibrio

Insomma siamo in un vortice dove tutto è collegato. Tutti gli equilibri del clima sono sconvolti e questo genera eventi meteo improvvisi, violenti, estremi. A seconda dei casi si assiste, quindi, a periodi di siccità estrema, ondate di calore, grandinate ed alluvioni, tempeste di vento.

Se ci guardiamo intorno è proprio quanto sta accadendo. Solo un mese fa il Po, per fare un esempio, stava vivendo un periodo di siccità estrema. Nel giro di una settimana abbiamo assistito e, purtroppo, subito alluvioni e bombe di grandine che hanno portato all’esondazione di alcuni fiumi. A San Marino solo qualche ora fa abbiamo assistito a crolli ed allagamenti. Ancora oggi la temperatura, in un mese di maggio più che inoltrato, è scesa sotto le medie stagionali.

Che ci sia la necessità sempre più impellente di intervenire e tentare di fermare questa catastrofe è ormai chiaro. Le emissioni di anidride carbonica nell’aria sono una delle cause, forse la principale, occorre intervenire in maniera decisa ma c’è bisogno che anche nel proprio piccolo si faccia la nostra parte.

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